Vaccino contro la febbre gialla: quando farlo, quanto dura e dove è obbligatorio
La febbre gialla è l’unica malattia per cui il Regolamento sanitario internazionale consente ai Paesi di chiedere un certificato di vaccinazione all’ingresso. Per chi parte verso l’Africa subsahariana o l’America del Sud tropicale, il vaccino può quindi essere un requisito burocratico, oltre che una protezione. Si fa una volta sola, ma con qualche vincolo in più rispetto agli altri vaccini da viaggio: si somministra solo in centri autorizzati e non è adatto a tutti.
In questa guida vediamo quando farlo, chi non può riceverlo, quanto dura la protezione, quali Paesi lo richiedono e dove si fa in Italia.
Cos’è la febbre gialla
La febbre gialla è un’infezione virale trasmessa dalla puntura di zanzare, soprattutto del genere Aedes, che pungono di giorno. Il virus circola nelle aree tropicali dell’Africa subsahariana e dell’America centrale e meridionale. Qui passa dalle scimmie all’uomo nelle zone forestali e può poi diffondersi da persona a persona, tramite le zanzare, nei centri abitati.
Nella maggior parte dei casi la malattia si presenta dopo 3-6 giorni con sintomi simili all’influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea. I sintomi durano pochi giorni. In una quota di persone, dopo un breve miglioramento, compare una seconda fase molto più grave, con danno al fegato e ittero (da cui il nome), emorragie e insufficienza di più organi. Non esiste una terapia antivirale specifica. Per questo la prevenzione si basa sul vaccino e sulla protezione dalle punture.
Come funziona il vaccino
Il vaccino contiene il virus della febbre gialla vivo ma attenuato, cioè indebolito in modo da stimolare le difese senza causare la malattia. Si somministra con una singola iniezione sottocutanea o intramuscolare. La risposta immunitaria è molto efficace: la protezione compare in quasi tutti i vaccinati a partire dal decimo giorno dopo l’iniezione.
Ogni somministrazione viene registrata sul certificato internazionale di vaccinazione, il libretto giallo riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità. È il documento che viene controllato alla frontiera.
Quando si fa il vaccino per la febbre gialla?
Il vaccino va fatto almeno 10 giorni prima della partenza: è il tempo necessario perché la protezione sia attiva, e il certificato diventa valido proprio dal decimo giorno. In pratica conviene programmarlo con più anticipo, all’interno di una consulenza pre-viaggio che copra anche le altre vaccinazioni e la profilassi antimalarica, spesso necessarie per le stesse destinazioni.
È indicato per:
- chi viaggia verso aree dove la febbre gialla è presente, a partire dai 9 mesi di età;
- chi è diretto in un Paese che richiede il certificato all’ingresso, anche se la zona visitata è a basso rischio;
- chi lavora in laboratorio a contatto con il virus.
Quali sono le controindicazioni al vaccino contro la febbre gialla?
Poiché è un vaccino vivo attenuato, le controindicazioni sono più numerose che per i vaccini inattivati. Non va somministrato:
- ai bambini sotto i 6 mesi; tra i 6 e i 9 mesi solo in situazioni di rischio elevato e su valutazione del medico;
- a chi ha un’allergia grave alle proteine dell’uovo o ad altri componenti del vaccino;
- alle persone con sistema immunitario compromesso: immunodeficienze congenite, infezione da HIV con difese molto basse, tumori in trattamento, terapie immunosoppressive o con cortisone ad alte dosi, trapianti;
- a chi ha avuto malattie del timo o ne ha subito l’asportazione.
Richiedono invece una valutazione caso per caso:
- gravidanza e allattamento: il vaccino si rinvia, a meno che il viaggio verso un’area a rischio non sia impossibile da evitare;
- età superiore ai 60 anni: gli effetti avversi gravi, pur rarissimi, sono un po’ più frequenti, e il medico valuta se il rischio del viaggio giustifica la vaccinazione.
Chi non può vaccinarsi ma deve comunque viaggiare verso un Paese che richiede il certificato può ottenere dal centro vaccinale un certificato di esonero per motivi medici. È però importante sapere che l’esonero non protegge dalla malattia: le misure contro le punture di zanzara diventano ancora più importanti.
Quali sono gli effetti collaterali?
Nei giorni successivi all’iniezione possono comparire dolore nel punto dell’iniezione, mal di testa, febbricola e dolori muscolari, di solito tra il quinto e il decimo giorno. Si risolvono spontaneamente. Le reazioni gravi, neurologiche o simili alla malattia stessa, sono molto rare e riguardano soprattutto persone con i fattori di rischio elencati sopra. Anche per questo la valutazione prima della vaccinazione non va saltata.
Quanto dura il vaccino febbre gialla?
Per la grande maggioranza delle persone una sola dose protegge per tutta la vita. Dal 2016 anche il certificato internazionale è valido a vita, e i Paesi non possono più richiedere un richiamo dopo 10 anni. Il vecchio certificato con scadenza decennale resta quindi valido anche se la data è passata.
Un richiamo può essere consigliato solo in casi particolari: bambini vaccinati prima dei 2 anni, donne vaccinate in gravidanza, persone con infezione da HIV o sottoposte a trapianto di midollo dopo la vaccinazione. La valutazione spetta al medico del centro vaccinale.
Quali paesi richiedono il vaccino contro la febbre gialla?
Le regole dipendono dal Paese e cambiano nel tempo. Si possono riassumere in tre situazioni:
| Situazione | Esempi | Cosa significa per chi parte dall’Italia |
|---|---|---|
| Certificato richiesto a tutti i viaggiatori in arrivo | diversi Paesi dell’Africa centrale e occidentale, come Camerun, Gabon, Ghana, Repubblica Democratica del Congo, oltre alla Guyana francese | il vaccino è obbligatorio per entrare |
| Certificato richiesto solo a chi arriva o transita da un Paese a rischio | numerosi Paesi di Asia e Africa senza circolazione del virus | serve se nell’itinerario c’è uno scalo o una tappa in un Paese a rischio, anche breve |
| Vaccino raccomandato ma non obbligatorio | per esempio vaste aree del Brasile e di altri Paesi dell’America del Sud | nessun controllo alla frontiera, ma la protezione è consigliata per le zone a rischio |
L’ultima situazione è quella che sfugge più spesso: il fatto che un Paese non chieda il certificato non significa che il rischio non ci sia. Anche gli itinerari con più tappe vanno controllati con attenzione, perché un transito in un Paese a rischio può far scattare l’obbligo nella tappa successiva.
L’elenco aggiornato dei requisiti Paese per Paese si trova sul portale Viaggiare sicuri del Ministero degli Esteri e nelle pagine sui viaggiatori internazionali del Ministero della Salute. Va controllato prima di ogni partenza.
Dove si fa il vaccino contro la febbre gialla?
In Italia il vaccino contro la febbre gialla si può somministrare solo nei centri autorizzati dal Ministero della Salute. Sono gli unici abilitati a rilasciare il certificato internazionale valido alla frontiera. Si tratta degli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF-SASN) e degli ambulatori vaccinali per viaggiatori autorizzati, spesso presso le ASL o strutture private accreditate. L’elenco completo è pubblicato sul sito del Ministero della Salute.
Al momento della prenotazione è utile portare il programma del viaggio (Paesi, zone, date, tipo di soggiorno), il libretto delle vaccinazioni e l’elenco dei farmaci e delle eventuali malattie in corso. Servono al medico per verificare le controindicazioni e, nella stessa seduta, per valutare gli altri vaccini consigliati per la destinazione, come epatite A e tifo.