Skip to content

Raffreddore: quanto dura, come stare meglio e quando preoccuparsi

Il raffreddore è l’infezione più frequente in assoluto: un adulto ne prende in media due-quattro all’anno, un bambino anche sei-otto. È quasi sempre un disturbo benigno, ma naso chiuso, starnuti e gola irritata possono compromettere sonno, lavoro e concentrazione per diversi giorni.

In questa guida trovi risposte chiare su cause, sintomi, durata e contagiosità, sulle differenze con l’influenza e su cosa fare davvero per stare meglio. Trovi anche i segnali che indicano quando è il caso di sentire il medico.

Che cos’è il raffreddore?

Il raffreddore comune, o rinite virale acuta, è un’infezione delle alte vie respiratorie che colpisce soprattutto naso e gola. Non è causato da un unico agente: sono coinvolti oltre 200 virus diversi. I più frequenti sono i rhinovirus, responsabili di circa la metà dei casi. Seguono coronavirus stagionali, adenovirus, virus parainfluenzali e virus respiratorio sinciziale.

Proprio questa varietà spiega perché ci si può ammalare più volte nello stesso anno. L’immunità che si sviluppa contro un virus non protegge dagli altri. Per lo stesso motivo non esiste un vaccino contro il raffreddore.

Quali sono i sintomi del raffreddore?

I sintomi compaiono di solito da uno a tre giorni dopo il contagio. Spesso il primo segnale è un pizzicore o un bruciore in gola. Nelle ore successive si aggiungono i disturbi più tipici:

  • naso che cola, prima con muco acquoso e poi più denso;
  • congestione nasale e respirazione difficoltosa;
  • starnuti frequenti;
  • mal di gola e raucedine;
  • tosse, in genere lieve;
  • occhi lacrimosi;
  • stanchezza e lieve mal di testa;
  • febbricola, più comune nei bambini che negli adulti.

Il muco giallo o verde indica un’infezione batterica?

No, non di per sé. Il muco diventa più denso e scuro per l’arrivo dei globuli bianchi nella mucosa nasale: è una fase normale della risposta immunitaria. Diventa un segnale da valutare solo se si associa a febbre persistente, dolore al viso o sintomi che durano oltre i dieci giorni.

Quanto dura il raffreddore?

Un raffreddore dura in genere dai 7 ai 10 giorni. L’andamento segue tre fasi abbastanza riconoscibili:

FaseGiorniSintomi principali
Fase iniziale1-3Gola irritata, starnuti, naso che cola con secrezioni chiare
Fase di picco3-5Congestione più marcata, muco denso, possibile tosse e senso di affaticamento
Fase di risoluzione6-10I sintomi si attenuano progressivamente

La tosse e una leggera congestione possono però persistere fino a due-tre settimane, soprattutto nei fumatori e in chi soffre di asma o allergie. Non significa che l’infezione sia ancora attiva: spesso è solo l’infiammazione residua della mucosa.

Per quanto tempo si è contagiosi?

La contagiosità è massima nei primi due-tre giorni di sintomi. Il virus però può essere trasmesso già il giorno prima della loro comparsa. In genere il rischio cala molto dopo la prima settimana, anche se nei bambini l’eliminazione del virus può durare più a lungo.

Il contagio avviene in tre modi:

  • attraverso le goccioline emesse con tosse, starnuti o mentre si parla;
  • per contatto diretto, per esempio con una stretta di mano;
  • toccando superfici contaminate e poi portando le mani a occhi, naso o bocca.

Il freddo fa venire il raffreddore?

Il freddo da solo non causa il raffreddore: serve sempre un virus. I contagi aumentano in autunno e in inverno per altre ragioni. Si passa più tempo in ambienti chiusi e affollati, e l’aria secca dei riscaldamenti indebolisce le difese della mucosa nasale. Alcuni studi suggeriscono inoltre che i rhinovirus si replichino meglio a temperature nasali più basse.

Raffreddore o influenza: come distinguerli?

I due disturbi vengono spesso confusi, ma hanno caratteristiche diverse.

CaratteristicaRaffreddoreInfluenza
CausaOltre 200 virus diversi, soprattutto rhinovirusVirus influenzali
EsordioGradualeImprovviso
Sintomi principaliConcentrati sul nasoFebbre alta, brividi, dolori muscolari e articolari intensi
FebbreAssente o lieveAlta, spesso sopra i 38,5 °C
Malessere generaleContenutoSpossatezza che costringe a letto
Starnuti e naso che colaTipiciMeno caratteristici
VaccinoNon esisteAnnuale, raccomandato a over 60, donne in gravidanza e persone con malattie croniche

L’influenza può dare complicanze più serie, come la polmonite, soprattutto nelle persone fragili. Per questo, a differenza del raffreddore, esiste un vaccino antinfluenzale annuale raccomandato alle categorie più a rischio.

Come far passare il raffreddore più in fretta?

Non esiste una cura che elimini il virus. L’organismo guarisce da solo, e gli antibiotici sono inutili perché agiscono solo sui batteri. Si possono però alleviare i sintomi e favorire il recupero:

  • Riposo: dormire a sufficienza aiuta il sistema immunitario a lavorare meglio.
  • Idratazione: acqua, tisane e brodi caldi fluidificano il muco e leniscono la gola.
  • Lavaggi nasali: le soluzioni saline, fisiologiche o ipertoniche, liberano le cavità nasali in modo sicuro, anche nei bambini.
  • Umidificare gli ambienti: l’aria meno secca riduce l’irritazione delle mucose.
  • Suffumigi: il vapore caldo può dare sollievo temporaneo alla congestione.
  • Miele: utile contro la tosse e il mal di gola, ma non va dato ai bambini sotto l’anno di età.

Tra i farmaci da banco, paracetamolo e ibuprofene riducono febbre, mal di testa e dolori. Gli spray decongestionanti nasali non vanno usati per più di 3-5 giorni consecutivi, perché un uso prolungato provoca un effetto rimbalzo con congestione cronica. Prima di assumere qualsiasi farmaco conviene sentire il farmacista o il medico, soprattutto in gravidanza, in caso di ipertensione o di altre terapie in corso.

Vitamina C e zinco sono molto popolari, ma le prove sono limitate. La vitamina C non previene il raffreddore nella popolazione generale. Lo zinco, assunto precocemente, potrebbe ridurre di poco la durata dei sintomi.

Raffreddore nei bambini: cosa sapere

I bambini si ammalano spesso perché il loro sistema immunitario sta ancora incontrando i virus per la prima volta. La frequenza aumenta con l’inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia.

Nei più piccoli la priorità è liberare il naso con lavaggi salini o un aspiratore nasale, perché i neonati respirano quasi solo dal naso. I farmaci da banco contro tosse e raffreddore sono sconsigliati sotto i 6 anni. L’acido acetilsalicilico non va mai somministrato sotto i 16 anni. Nei lattanti sotto i 3 mesi qualsiasi febbre richiede una valutazione pediatrica.

Quando rivolgersi al medico?

Nella maggior parte dei casi il raffreddore si risolve da solo. È opportuno un consulto medico se compaiono:

  • febbre sopra i 38,5 °C che dura più di tre giorni;
  • sintomi che superano i dieci giorni senza miglioramenti;
  • peggioramento dopo un’iniziale ripresa;
  • difficoltà respiratoria, respiro sibilante o dolore al petto;
  • dolore intenso a orecchio, fronte o zigomi, possibile segno di otite o sinusite;
  • nei bambini, sonnolenza insolita, rifiuto di bere o respiro affannoso.

Una valutazione tempestiva è particolarmente importante per anziani, donne in gravidanza e persone con asma, BPCO, diabete o difese immunitarie ridotte.

Come prevenire il raffreddore?

Non esiste una protezione totale, ma alcune abitudini riducono molto il rischio di contagio:

mantenere uno stile di vita sano, con sonno regolare, alimentazione varia e niente fumo, che danneggia le difese delle vie respiratorie.

lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, oppure usare un gel idroalcolico;

evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non pulite;

tossire e starnutire in un fazzoletto da gettare subito, o nella piega del gomito;

arieggiare regolarmente gli ambienti chiusi;

non condividere bicchieri, posate e asciugamani con chi è raffreddato;

Di Luca FrachlichLuca Frachlich