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Mal di gola: cause, sintomi e quando preoccuparsi

Il mal di gola è un’irritazione dolorosa della faringe che provoca bruciore, fastidio e difficoltà nella deglutizione. Si tratta di uno dei disturbi più comuni, soprattutto nei mesi freddi, ma le sue origini possono essere molto diverse: da semplici virus stagionali a infezioni batteriche, passando per cause ambientali come aria secca, polveri o fumo.

La mucosa della gola rappresenta una barriera fondamentale contro agenti esterni. Quando questa viene aggredita da virus, batteri o sostanze irritanti, il sistema immunitario reagisce scatenando un processo infiammatorio che provoca arrossamento, gonfiore e dolore. Comprendere la causa specifica è essenziale per scegliere il trattamento più adeguato ed evitare complicazioni.

Le principali cause del mal di gola

La maggior parte dei mal di gola ha origine infettiva. Le infezioni virali rappresentano circa il 70-80% dei casi e sono tipicamente associate a raffreddore, influenza o altre patologie delle vie respiratorie superiori. I virus più comuni includono rinovirus, adenovirus e coronavirus.

Le infezioni batteriche, responsabili del 20-30% dei casi, vedono come principale protagonista lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, particolarmente frequente nei bambini tra i 5 e i 15 anni. Questo batterio causa la faringotonsillite streptococcica, nota anche come “mal di gola da streptococco”.

Esistono però anche cause non infettive altrettanto rilevanti:

  • Reflusso gastroesofageo, che irrita la mucosa faringea con acidi gastrici
  • Allergie stagionali o permanenti
  • Aria troppo secca negli ambienti riscaldati
  • Fumo attivo o passivo
  • Inquinamento atmosferico
  • Affaticamento vocale
  • Respirazione prevalentemente orale

Come distinguere il mal di gola virale da quello batterico

Riconoscere la natura dell’infezione è fondamentale perché i trattamenti sono completamente diversi. Gli antibiotici funzionano solo contro i batteri e sono inutili, se non dannosi, nelle forme virali.

CaratteristicaMal di gola viraleMal di gola batterico
FebbreAssente o moderata (sotto i 38°C)Elevata, superiore a 38°C
TossePresente e persistenteAssente
RaffreddorePresente (naso che cola)Assente
Linfonodi del colloModestamente ingrossatiMarcatamente ingrossati e dolenti
Placche sulle tonsilleAssentiPresenti (biancastre)
Dolore alla deglutizioneModeratoIntenso
InsorgenzaGradualeImprovvisa
Altri sintomiOcchi arrossati, lacrimazione, coinvolgimento laringe/trachea/bronchiNei bambini: mal di pancia, nausea, vomito

Quanto dura il mal di gola

La durata varia significativamente in base alla causa. Un mal di gola virale si risolve spontaneamente nell’arco di 5-7 giorni, anche se i sintomi residui possono persistere fino a 10-15 giorni. Durante questo periodo il sistema immunitario combatte l’infezione autonomamente.

Il mal di gola batterico, se trattato correttamente con antibiotici, migliora rapidamente: già dopo 24-48 ore dall’inizio della terapia il dolore diminuisce e la febbre si abbassa. Il ciclo antibiotico completo, però, va sempre portato a termine secondo prescrizione medica per evitare resistenze batteriche e recidive.

Quando il mal di gola persiste oltre due settimane senza miglioramenti, oppure si ripresenta con frequenza, è necessario approfondire con esami specifici per escludere altre cause.

I sintomi che accompagnano il mal di gola

Oltre al dolore faringeo, il mal di gola si presenta spesso con un corteo di sintomi associati che aiutano a identificarne la causa:

  • Bruciore e sensazione di secchezza
  • Difficoltà a deglutire saliva e cibi
  • Voce rauca o abbassamento del tono
  • Gonfiore delle tonsille
  • Arrossamento della mucosa
  • Dolori muscolari e articolari
  • Stanchezza generale
  • Mal di testa

Nelle forme più severe, soprattutto batteriche, possono comparire placche purulente sulle tonsille, alitosi marcata e rigidità del collo.

Quando rivolgersi al medico

Nella maggior parte dei casi il mal di gola non richiede intervento medico immediato. Tuttavia, alcune situazioni meritano attenzione:

  • Febbre superiore a 38,5°C che non scende con antipiretici
  • Difficoltà respiratorie o a deglutire la saliva
  • Presenza di placche visibili sulle tonsille
  • Linfonodi molto ingrossati e dolenti
  • Sintomi che peggiorano dopo tre giorni o non migliorano dopo una settimana
  • Mal di gola ricorrente (più di 5-6 episodi all’anno)
  • Dolore che si irradia all’orecchio
  • Sangue nella saliva

In questi casi è opportuna una valutazione medica per escludere complicazioni come ascessi peritonsillari, glomerulonefrite post-streptococcica o febbre reumatica. Per una diagnosi accurata è consigliabile rivolgersi a uno specialista in otorinolaringoiatria, mentre per i bambini è opportuno consultare la pediatria.

La diagnosi: quando serve il tampone faringeo

Il tampone faringeo è un esame semplice e rapido che permette di identificare la presenza dello Streptococco beta-emolitico di gruppo A. Esistono due tipologie:

Tipo di testTempi di rispostaCaratteristiche
Test rapido5-10 minutiElevata specificità, possibili falsi negativi, eseguito in ambulatorio
Coltura batterica tradizionale24-48 orePiù accurata, indicata quando il test rapido è negativo ma persiste sospetto clinico

Il tampone viene eseguito strofinando un bastoncino sterile sulla faringe e sulle tonsille. Non è doloroso ma può provocare un lieve conato.

Rimedi e trattamenti efficaci

Per il mal di gola virale, il trattamento è sintomatico e punta ad alleviare il disagio mentre il sistema immunitario fa il suo corso:

  • Riposo e adeguata idratazione
  • Antipiretici come paracetamolo o ibuprofene per febbre e dolore
  • Gargarismi con acqua tiepida e sale
  • Pastiglie o spray ad azione lenitiva
  • Umidificazione degli ambienti
  • Evitare fumo e irritanti

Per il mal di gola batterico è invece indispensabile la terapia antibiotica prescritta dal medico, solitamente penicillina o amoxicillina per 10 giorni. L’antibiotico riduce il rischio di complicanze e la contagiosità, ma non abbrevia significativamente la durata dei sintomi rispetto al placebo.

Indipendentemente dalla causa, mantenere la gola idratata bevendo liquidi caldi o freschi (mai bollenti) e consumare cibi morbidi facilita la guarigione e riduce il dolore durante la deglutizione. Se il mal di gola è associato a tosse persistente o a sintomi di reflusso, può essere utile consultare rispettivamente uno specialista in otorinolaringoiatria o un gastroenterologo.

Di Massimiliano de CesareMassimiliano de Cesare