Ecocolordoppler carotideo: cos’è, quando farlo e cosa rileva
L’ecocolordoppler carotideo è un esame diagnostico non invasivo che permette di valutare lo stato di salute delle arterie carotidi e vertebrali, i vasi che portano il sangue al cervello. Si tratta di un’ecografia arricchita dalla tecnologia doppler, che consente non solo di visualizzare la struttura dei vasi sanguigni, ma anche di analizzare il flusso del sangue al loro interno. Questo esame rappresenta uno strumento fondamentale nella prevenzione dell’ictus cerebrale, una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo occidentale.
La sua importanza risiede nella capacità di identificare precocemente alterazioni delle pareti arteriose, come la presenza di placche aterosclerotiche o stenosi, permettendo di intervenire prima che si verifichino eventi gravi. In molti casi, la diagnosi tempestiva consente di adottare terapie farmacologiche o modifiche dello stile di vita che possono evitare complicanze importanti.
Ecocolordoppler carotideo o dei tronchi sovraortici al Santagostino
A cosa serve l’ecocolordoppler carotideo
L’ecocolordoppler carotideo viene utilizzato principalmente per valutare il rischio cardiovascolare e cerebrovascolare di un paziente. Attraverso questo esame è possibile identificare e quantificare la presenza di placche aterosclerotiche nelle arterie carotidi, determinare il grado di stenosi (restringimento) del vaso e valutare le caratteristiche morfologiche delle placche stesse.
L’esame consente di misurare lo spessore della parete arteriosa (IMT, spessore medio-intimale), un parametro che indica il grado di invecchiamento vascolare e il rischio cardiovascolare globale. Inoltre, permette di studiare la velocità e la direzione del flusso sanguigno, individuando eventuali alterazioni emodinamiche che potrebbero compromettere l’apporto di ossigeno al cervello.
Tra gli obiettivi principali dell’ecodoppler carotideo vi è la prevenzione dell’ictus ischemico e dell’attacco ischemico transitorio (TIA). La presenza di stenosi significative o di placche instabili può infatti aumentare il rischio di distacco di emboli che, raggiungendo il cervello, causano eventi ischemici acuti.
Cosa si vede con un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici
Durante l’esame è possibile visualizzare con precisione la struttura delle arterie carotidi comuni, carotidi interne ed esterne e delle arterie vertebrali. Il medico può osservare lo spessore delle pareti vascolari, il calibro dei vasi e la presenza di eventuali irregolarità o protuberanze.
Le placche aterosclerotiche appaiono come ispessimenti della parete arteriosa e possono essere classificate in base alla loro composizione: fibrose, calcifiche o miste. L’esame permette anche di valutare se la superficie della placca è regolare o irregolare, un elemento importante per determinare il rischio di complicanze. Le placche con superficie irregolare o ulcerata presentano infatti un rischio maggiore di causare eventi tromboembolici.
Attraverso la funzione doppler, lo specialista può misurare la velocità del sangue nei diversi punti del vaso, identificando zone di accelerazione del flusso che indicano la presenza di restringimenti. Il grado di stenosi viene calcolato sia in termini di diametro che di area, permettendo una valutazione accurata della riduzione del flusso sanguigno.
Quali sono i sintomi della carotide ostruita
La stenosi carotidea può manifestarsi in modi diversi a seconda del grado di ostruzione. Nelle fasi iniziali, quando il restringimento è modesto, spesso non si presentano sintomi evidenti, rendendo fondamentale lo screening preventivo nei soggetti a rischio.
Quando la stenosi diventa significativa o si verifica un evento embolico, possono comparire sintomi neurologici improvvisi che richiedono intervento medico urgente. Tra i segnali di allarme più comuni si trovano l’improvviso intorpidimento o debolezza del viso, del braccio o della gamba, tipicamente su un solo lato del corpo. Altri sintomi includono difficoltà a parlare o a comprendere il linguaggio, problemi visivi improvvisi in uno o entrambi gli occhi, perdita dell’equilibrio o della coordinazione, vertigini e un forte mal di testa senza causa apparente.
Nel caso di un attacco ischemico transitorio (TIA), questi sintomi possono durare solo pochi minuti o ore e poi risolversi completamente. Tuttavia, il TIA rappresenta un segnale d’allarme importante e richiede comunque valutazione medica immediata, poiché aumenta significativamente il rischio di ictus nei giorni e nelle settimane successive.
Quando fare l’ecodoppler carotideo
L’ecodoppler carotideo è raccomandato come esame di screening per diverse categorie di pazienti. In primo luogo, dovrebbero sottoporsi all’esame le persone che presentano fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia, obesità o sindrome metabolica.
L’esame è indicato anche per:
- i fumatori
- per i pazienti con familiarità per eventi cardiovascolari o cerebrovascolari
- per chi ha superato i 60 anni in presenza di altri fattori di rischio.
Inoltre, viene prescritto in caso di pregresso ictus o TIA, per monitorare l’evoluzione della malattia aterosclerotica e valutare l’efficacia delle terapie in atto.
Altre indicazioni includono la valutazione preoperatoria in pazienti che devono sottoporsi a interventi di chirurgia vascolare maggiore, il controllo dopo terapia radiante del collo e il follow-up di pazienti con stenosi carotidee già note per monitorarne la progressione nel tempo.
Come si svolge l’ecodoppler carotideo
L’esame si esegue con il paziente sdraiato in posizione supina, con il collo leggermente esteso e ruotato dal lato opposto a quello esaminato. Il medico applica un gel conduttore sulla cute del collo e utilizza una sonda ecografica per visualizzare i vasi sanguigni sullo schermo.
La procedura è completamente indolore.
Preparazione
L’esame non richiede alcuna preparazione specifica da parte del paziente.
Non è necessario essere a digiuno né sospendere eventuali terapie in corso. L’esame non presenta controindicazioni e può essere ripetuto tutte le volte necessarie senza alcun rischio per il paziente, in quanto non utilizza radiazioni ionizzanti.
Quanto dura un ecodoppler delle carotidi
La durata dell’esame varia generalmente tra i 20 e i 30 minuti.
Il tempo può variare leggermente in base alla complessità anatomica del paziente o alla presenza di particolari condizioni vascolari che richiedono una valutazione più approfondita. Al termine dell’esame, il medico fornisce immediatamente i risultati e può discutere con il paziente le eventuali anomalie riscontrate e le indicazioni terapeutiche conseguenti.
Quanto costa l’ecocolordoppler carotideo?
Al Santagostino di Genova, è possibile effettuare valutazioni specialistiche cardiologiche e vascolari complete che integrano esame clinico e diagnostica strumentale. In particolare, sono disponibili:
- Visita cardiologica con elettrocardiogramma (ECG) ed ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA): a partire da 236 €
Questa prestazione integrata combina la visita cardiologica specialistica, l’ECG e l’ecocolordoppler TSA, utile per valutare il flusso ematico nelle principali arterie che irrorano il cervello. - Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA): a partire da 105–110 €
L’ecocolordoppler TSA è un’indagine vascolare non invasiva che consente di visualizzare in tempo reale il flusso sanguigno nelle arterie carotidi e vertebrali, strumento chiave per la prevenzione e la diagnosi di patologie vascolari.
I prezzi sopra riportati sono tariffe indicative minime pubblicate e possono variare in base alla disponibilità degli specialisti, alla sede interna e al calendario delle prenotazioni. In fase di booking online per la sede di Genova viene sempre comunicato il costo definitivo aggiornato prima della conferma dell’appuntamento.