Skip to content

Vaccino contro la difterite: come funziona, formulazioni e richiami

La difterite è oggi rarissima in Italia, ma non è scomparsa. Circola ancora in diverse aree del mondo, e negli ultimi anni ha dato focolai anche in Paesi dove la copertura vaccinale era calata. Il vaccino è il motivo per cui da noi quasi nessuno la vede più. La protezione che dà, però, si riduce con gli anni, e il richiamo va ripetuto ogni 10 anni per tutta la vita adulta: è un appuntamento che molte persone perdono di vista dopo l’infanzia.

In questa guida vediamo a cosa serve il vaccino antidifterico, come agisce, perché si trova sempre combinato con altri vaccini e quando vanno fatti i richiami.

A cosa serve il vaccino antidifterico?

Il vaccino antidifterico protegge dalla difterite, un’infezione causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Il danno non lo fa il batterio in sé, ma la tossina che produce. Nella forma più comune, quella respiratoria, provoca un’infiammazione di gola e tonsille con la formazione di membrane grigiastre. Queste membrane aderiscono ai tessuti e possono ostacolare il respiro. Se entra in circolo, la tossina può colpire il cuore (miocardite) e i nervi, causando paralisi.

La malattia si trasmette per via respiratoria, con le goccioline emesse tossendo, starnutendo o parlando, e più raramente attraverso lesioni della pelle infette. Esiste una terapia, che si basa sull’antitossina e sugli antibiotici. Anche con le cure, però, la difterite respiratoria resta una malattia grave, e la vera difesa è la vaccinazione.

Cos’è il vaccino antidifterite e come funziona?

Il vaccino non contiene il batterio, ma una forma resa innocua della sua tossina, chiamata anatossina (o tossoide) difterica. Il sistema immunitario la riconosce e produce anticorpi capaci di neutralizzare la tossina vera in caso di contagio.

Da questo meccanismo derivano due conseguenze pratiche:

  • il vaccino non può causare la malattia, perché non contiene batteri vivi né tossina attiva;
  • la protezione cala nel tempo: gli anticorpi prodotti con il ciclo di base diminuiscono progressivamente, per questo servono richiami periodici.

C’è poi un aspetto che distingue la difterite da molte altre malattie infettive: aver avuto la malattia non garantisce l’immunità. Chi guarisce deve comunque completare il ciclo vaccinale.

Il vaccino si somministra con un’iniezione intramuscolare: nella coscia nei bambini piccoli, nel muscolo deltoide del braccio in ragazzi e adulti.

Quali formulazioni esistono?

In Italia non esiste un vaccino contro la sola difterite. L’anatossina difterica si trova sempre associata ad altri componenti, e la formulazione cambia in base all’età. Le sigle aiutano a orientarsi: la lettera maiuscola indica la dose piena, usata nei bambini piccoli, mentre la minuscola indica la dose ridotta, usata dai 7 anni in su.

FormulazioneProtegge daPer chi
Esavalentedifterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae tipo blattanti, ciclo di base nel primo anno di vita
Tetravalente (DTPa-IPV / dTpa-IPV)difterite, tetano, pertosse, poliomieliterichiamo a 5-6 anni e in adolescenza
Trivalente (dTpa)difterite, tetano, pertosseadolescenti, adulti, donne in gravidanza
Bivalente (dT)difterite, tetanoadulti, in alternativa alla dTpa

Per il richiamo dell’adulto oggi si preferisce la dTpa: con una sola iniezione rinnova la protezione da difterite e tetano e aggiunge quella contro la pertosse, che è pericolosa soprattutto per i neonati non ancora vaccinabili. È lo stesso vaccino usato per il richiamo antitetanico, di cui parliamo nella guida al vaccino antitetanico. Chi fa il “richiamo del tetano”, quindi, nella grande maggioranza dei casi rinnova anche la protezione contro la difterite.

Quando si fa il vaccino contro la difterite?

Il calendario segue il Piano nazionale di prevenzione vaccinale:

EtàVaccinoDose
3°, 5° e 11° mese di vita (2, 4 e 10 mesi compiuti)esavalenteciclo di base, tre dosi
5-6 annitetravalenteprimo richiamo
12-18 annitetravalente o trivalente a dose ridottarichiamo in adolescenza
età adultadTpa (o dT)un richiamo ogni 10 anni
gravidanzadTpauna dose a ogni gravidanza, idealmente intorno alla 28ª settimana

Restano due situazioni frequenti:

  • Non ricordi quando hai fatto l’ultimo richiamo e non trovi il libretto vaccinale: in genere si considera scaduto e si procede con una dose, che non comporta rischi particolari.
  • Non hai mai completato il ciclo di base, per esempio perché sei stato vaccinato in un altro Paese con un calendario diverso o non sei mai stato vaccinato: l’adulto recupera con tre dosi. Le prime due si fanno a distanza di 1-2 mesi, la terza dopo 6-12 mesi, poi si passa ai richiami decennali.

Il richiamo è consigliato anche prima di un viaggio in aree dove la difterite è ancora presente, se l’ultima dose risale a più di 10 anni prima.

La vaccinazione antidifterica è obbligatoria in Italia?

Sì, per i minori. L’antidifterica è obbligatoria in Italia da decenni ed è una delle dieci vaccinazioni obbligatorie tra 0 e 16 anni previste dalla legge 119 del 2017. Per iscriversi a nidi e scuole dell’infanzia bisogna essere in regola con queste vaccinazioni.

Per gli adulti non c’è un obbligo generale, ma il richiamo ogni 10 anni è fortemente raccomandato dal Piano nazionale. In alcuni contesti diventa di fatto necessario: per chi lavora in ambito sanitario, per chi viaggia in aree a rischio e, nella formulazione con la pertosse, in gravidanza.

Quali sono le controindicazioni e gli effetti collaterali?

Il vaccino è ben tollerato. Le reazioni più comuni sono lievi e passano in uno o due giorni:

  • dolore, arrossamento o gonfiore nel punto dell’iniezione
  • febbricola
  • stanchezza o mal di testa

Le controindicazioni vere sono poche. Il vaccino non va somministrato a chi ha avuto una reazione allergica grave a una dose precedente o a uno dei componenti. In caso di febbre alta o malattia acuta in corso la vaccinazione si rimanda, mentre un semplice raffreddore non è un ostacolo. Le formulazioni che contengono la pertosse hanno qualche precauzione in più nei bambini, che il pediatra o il medico vaccinatore valuta caso per caso.

Dove si fa il richiamo contro la difterite?

Il richiamo antidifterico rientra nelle vaccinazioni previste dal Piano nazionale e si esegue presso i servizi vaccinali della ASL di residenza. Ci si può rivolgere anche al proprio medico di base, che può indicare il percorso o, in alcune regioni, somministrare direttamente il vaccino. Prima dell’appuntamento conviene recuperare il libretto vaccinale o qualsiasi documento con la data dell’ultimo richiamo.

Di Luca FrachlichLuca Frachlich