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Orticaria: sintomi, cause comuni e trattamenti

L’orticaria colpisce circa una persona su cinque almeno una volta nella vita. La forma acuta di solito passa da sola in pochi giorni; quella cronica, invece, raramente dipende da un’allergia alimentare, anche se è la prima cosa a cui si pensa.

L’orticaria è una reazione della pelle che si manifesta con pomfi: rilievi rossi o rosati, simili alle punture di zanzara o al contatto con l’ortica (da cui il nome), che prudono intensamente. La loro caratteristica è di essere fugaci: ogni singolo pomfo compare, cambia forma e scompare entro 24 ore senza lasciare segni, mentre altri possono comparire altrove.

Alla base c’è il rilascio di istamina e di altre sostanze da parte dei mastociti, cellule del sistema immunitario presenti nella pelle. Il fattore che li attiva può essere un’allergia, un’infezione, un farmaco, uno stimolo fisico come il freddo o la pressione. Spesso, soprattutto nelle forme croniche, una causa esterna non si trova.

Sintomi: come riconoscere l’orticaria

Il sintomo tipico sono i pomfi:

  • rilevati, di colore rosso o rosato, spesso con il centro più pallido;
  • di dimensioni variabili, da pochi millimetri a placche che si uniscono tra loro;
  • molto pruriginosi, a volte con bruciore;
  • migratori: scompaiono in un punto e compaiono in un altro nel giro di ore.

In circa metà dei casi i pomfi si accompagnano all’angioedema, un gonfiore più profondo che interessa soprattutto labbra, palpebre, mani e piedi. L’angioedema prude meno e dà più tensione o dolore, e può durare fino a 2-3 giorni.

Un dettaglio utile per il medico: se i singoli pomfi durano più di 24 ore, lasciano una macchia simile a un livido o fanno più male che prurito, potrebbe non trattarsi di orticaria comune ma di una vasculite, un’infiammazione dei piccoli vasi che va indagata in modo diverso.

Orticaria acuta e cronica: la differenza che cambia tutto

La distinzione si basa sulla durata complessiva degli episodi, e orienta sia la ricerca delle cause sia la terapia.

Orticaria acutaOrticaria cronica
Duratameno di 6 settimaneepisodi quasi quotidiani per più di 6 settimane
Frequenzacomune, circa 1 persona su 5 nella vitacirca 1 persona su 100
Cause più frequentiinfezioni virali, farmaci, alimenti, punture di insettospesso nessuna causa esterna (forma spontanea) oppure stimoli fisici (forme inducibili)
Ruolo delle allergiepuò esserci, di solito con relazione evidente (per esempio pomfi entro un’ora da un alimento)raro: gli alimenti quasi mai sono la causa
Evoluzionesi risolve in giorni o settimanepuò durare mesi o anni, ma nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente

Le cause più comuni

Nell’orticaria acuta

  • Infezioni, soprattutto virali delle vie respiratorie: nei bambini sono la causa più frequente.
  • Farmaci: antinfiammatori (FANS come ibuprofene e aspirina), alcuni antibiotici, mezzi di contrasto.
  • Alimenti: nei soggetti allergici, per esempio a frutta secca, pesce, crostacei, uova. La reazione compare in genere entro pochi minuti o un’ora dall’ingestione.
  • Punture di insetti (api, vespe) e contatto con lattice.

Nell’orticaria cronica

La forma spontanea è la più frequente. In una parte dei casi ha un meccanismo autoimmune: l’organismo produce anticorpi che attivano i mastociti senza bisogno di uno stimolo esterno. Può associarsi a malattie della tiroide, come la tiroidite autoimmune. Stress, infezioni, FANS e alcol non ne sono la causa, ma possono peggiorarla.

Le forme inducibili si scatenano invece con uno stimolo fisico preciso, sempre lo stesso:

FormaStimoloCome si riconosce
Dermografismosfregamento o graffiopomfi lineari dove si gratta o dove stringono gli abiti
Da freddoacqua, aria o oggetti freddipomfi sulle zone esposte; un tuffo in acqua fredda può dare reazioni estese
Colinergicaaumento della temperatura corporea (sport, doccia calda, emozioni)piccoli pomfi puntiformi sul tronco
Da pressione ritardatapressione prolungata (tracolle, cinture, stare seduti)gonfiori dolorosi che compaiono ore dopo
Solareesposizione al solepomfi sulle zone esposte pochi minuti dopo

Diagnosi: quali esami servono

La diagnosi di orticaria è clinica: spesso basta la descrizione degli episodi, meglio se accompagnata da fotografie dei pomfi, visto che quando si arriva in visita possono essere già scomparsi.

Gli esami dipendono dalla forma:

  • orticaria acuta: di solito nessun esame, salvo quando la storia suggerisce un’allergia precisa (alimento, farmaco, insetto). In quel caso il prick test o il dosaggio delle IgE specifiche servono a confermarla;
  • orticaria cronica spontanea: pochi esami di base, come emocromo, VES o PCR, anticorpi anti-tiroide e IgE totali. Le batterie di test allergologici o i test per “intolleranze” non sono indicati;
  • forme inducibili: test di provocazione con lo stimolo sospetto, per esempio il cubetto di ghiaccio sull’avambraccio per l’orticaria da freddo.

Un diario dei sintomi, con giorni, orari, cibi, farmaci, attività e foto, è spesso lo strumento più utile per capire se c’è un fattore scatenante.

Trattamenti

  • Antistaminici di seconda generazione (per esempio cetirizina, loratadina, bilastina): sono la terapia di base. Non danno sonnolenza e vanno presi tutti i giorni finché i sintomi persistono, non solo al bisogno. Nell’orticaria cronica le linee guida prevedono di aumentare la dose fino a quattro volte quella standard, sempre su indicazione del medico.
  • Farmaci biologici: per l’orticaria cronica che non risponde agli antistaminici esistono anticorpi monoclonali, come l’omalizumab, prescritti in ambito specialistico.
  • Cortisone: solo cicli brevi, di pochi giorni, per le riacutizzazioni intense. Non è una terapia di mantenimento.
  • Evitare i fattori aggravanti: FANS, alcol, abiti stretti, calore eccessivo e, nelle forme inducibili, lo stimolo specifico.

Le diete di esclusione non servono nell’orticaria cronica spontanea, se non c’è un’allergia dimostrata: tolgono alimenti senza migliorare i sintomi.

Quando l’orticaria è un’urgenza

Chiama subito il 112 se i pomfi si accompagnano a:

  • gonfiore di lingua, gola o labbra, voce rauca o difficoltà a deglutire;
  • difficoltà a respirare, respiro sibilante, senso di costrizione al petto;
  • vertigini, senso di svenimento, battito accelerato;
  • vomito o dolori addominali intensi dopo un alimento, un farmaco o una puntura.

Sono i segni di una possibile anafilassi, una reazione allergica generalizzata che richiede un trattamento immediato. Chi ha già avuto un episodio del genere deve essere valutato da un allergologo, che può prescrivere l’adrenalina autoiniettabile.

Quando rivolgersi allo specialista

È opportuna una visita quando l’orticaria dura più di 6 settimane, torna spesso, non si controlla con gli antistaminici, disturba il sonno o si accompagna ad angioedema. Serve anche quando si sospetta un’allergia a un farmaco, a un alimento o a una puntura d’insetto.

Al Santagostino Genova, in via delle Casacce 1C, l’orticaria viene seguita dall’ambulatorio di allergologia, dove è possibile eseguire anche il prick test, e dall’ambulatorio di dermatologia. Per un episodio acuto, comparso da poco e senza segni di urgenza, è disponibile la guardia medica su prenotazione. Si prenota online sul portale Santagostino o allo 010 620 2020.

Domande frequenti

L’orticaria è contagiosa? No. Non si trasmette per contatto. Se è causata da un’infezione virale, può essere contagioso il virus, non l’orticaria.

Quanto dura l’orticaria? Il singolo pomfo scompare entro 24 ore. L’episodio acuto si risolve in genere in pochi giorni, al massimo in qualche settimana. La forma cronica può durare mesi o anni, ma nella maggior parte delle persone si attenua fino a scomparire.

L’orticaria può essere causata dallo stress? Lo stress non è considerato una causa diretta, ma può scatenare le riacutizzazioni in chi soffre già di orticaria cronica e rendere il prurito più difficile da sopportare.

Cosa non mangiare con l’orticaria? Se c’è un’allergia alimentare dimostrata, va evitato l’alimento responsabile. Negli altri casi non servono diete. Durante le fasi acute può aiutare limitare alcol e cibi molto piccanti, che dilatano i vasi e accentuano il rossore.

L’orticaria può venire in gravidanza? Sì, ed è in genere benigna. La scelta dell’antistaminico va però concordata con il medico. Un prurito intenso con pomfi o papule sull’addome nel terzo trimestre va valutato, perché può trattarsi di altre condizioni specifiche della gravidanza.

Di Luca FrachlichLuca Frachlich