Vaccino contro il tifo: quando farlo e quanto dura la protezione
La febbre tifoide è una malattia infettiva sistemica causata dal batterio Salmonella typhi, che si trasmette principalmente attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati. Nei Paesi dove le condizioni igienico-sanitarie sono precarie, rappresenta ancora oggi un rischio significativo per la salute pubblica, con sintomi che possono includere febbre elevata, cefalea, dolori addominali e, nei casi più gravi, complicanze come perforazioni intestinali e shock settico.
La vaccinazione contro il tifo rappresenta uno strumento preventivo fondamentale, soprattutto per chi viaggia in aree endemiche come il subcontinente indiano, alcune zone dell’Africa occidentale e del Sud America. Anche se in Italia l’incidenza è bassa, la protezione vaccinale diventa essenziale quando ci si espone a contesti dove la malattia è ancora diffusa.
Tipologie di vaccino disponibili
Esistono due formulazioni principali per la vaccinazione contro il tifo, ciascuna con caratteristiche specifiche che rispondono a esigenze diverse.
Il vaccino per via parenterale viene somministrato attraverso una singola iniezione intramuscolare. Questa forma utilizza un componente della capsula batterica purificato e può essere somministrata a partire dai 2 anni di età. La sua somministrazione è rapida e pratica, rendendola la scelta preferibile per molti viaggiatori.
Il vaccino orale è costituito da batteri vivi attenuati di Salmonella typhi. Si assume attraverso tre capsule gastroresistenti da ingerire a giorni alterni (1°, 3° e 5° giorno), rigorosamente a stomaco vuoto con acqua fredda o tiepida. Le capsule non devono essere masticate o aperte per preservare l’integrità del rivestimento protettivo. Questa formulazione è indicata per adulti e bambini sopra i 5 anni.
Quando fare il vaccino per il tifo?
Il momento ideale per effettuare la vaccinazione dipende dal tipo di vaccino scelto e dalla data di partenza prevista verso aree a rischio.
Per il vaccino intramuscolare, la protezione immunitaria si sviluppa dopo circa due settimane dalla somministrazione. È quindi consigliabile vaccinarsi almeno 15-20 giorni prima della partenza per garantire una copertura ottimale al momento dell’arrivo nella zona endemica.
Il vaccino orale richiede una pianificazione leggermente diversa. La protezione inizia a instaurarsi circa 10 giorni dopo l’assunzione della terza capsula. Considerando che le tre dosi vanno assunte nell’arco di 5 giorni, è opportuno iniziare il ciclo vaccinale almeno due settimane prima del viaggio.
La vaccinazione è particolarmente raccomandata per chi si reca in Paesi dove la febbre tifoide è frequente, specialmente se il soggiorno è di lunga durata o prevede condizioni igienico-sanitarie non ottimali. Tra le aree a maggior rischio si segnalano India, Pakistan, Bangladesh e alcune regioni di Africa e Sud America.
| Caratteristica | Vaccino parenterale | Vaccino orale |
|---|---|---|
| Modalità di somministrazione | Singola iniezione intramuscolare | 3 capsule gastroresistenti a giorni alterni (1°, 3°, 5°) |
| Composizione | Componente della capsula batterica purificato | Batteri vivi attenuati di Salmonella typhi |
| Età minima | 2 anni | 5 anni |
| Assunzione | – | A stomaco vuoto con acqua fredda o tiepida, non masticare |
| Tempo per sviluppare protezione | Circa 2 settimane | Circa 10 giorni dopo la terza capsula |
| Quando vaccinarsi prima del viaggio | 15-20 giorni prima della partenza | Almeno 2 settimane prima (per completare il ciclo) |
| Durata della protezione | Circa 3 anni | Circa 3 anni |
Efficacia e durata della protezione vaccinale
L’efficacia della vaccinazione contro il tifo varia in base al tipo di formulazione utilizzata, ma entrambe le opzioni offrono una protezione significativa.
Il vaccino intramuscolare garantisce una copertura della durata di circa tre anni. Al termine di questo periodo, se persiste l’esposizione al rischio o si pianificano nuovi viaggi in zone endemiche, è necessario effettuare un richiamo per mantenere attiva la protezione immunitaria.
Il vaccino orale offre una protezione che dura anch’essa circa tre anni, sebbene alcuni studi suggeriscano una durata leggermente variabile. In caso di viaggi frequenti in aree ad alta endemia, è consigliabile considerare una rivaccinazione annuale per garantire una copertura ottimale.
Nessun vaccino offre una protezione del 100%, ma la vaccinazione riduce significativamente il rischio di contrarre la malattia e, qualora si verificasse l’infezione, tende a manifestarsi in forma più lieve.
Controindicazioni e precauzioni
Prima di procedere con la vaccinazione è importante valutare eventuali controindicazioni che valgono per entrambe le formulazioni.
| Controindicazioni | Entrambi i vaccini | Solo vaccino orale |
|---|---|---|
| Allergia ai componenti | ✓ | ✓ |
| Malattie febbrili acute | ✓ | ✓ |
| Infezioni intestinali acute o diarrea | – | ✓ |
| Deficit immunitari gravi | – | ✓ |
| Trattamento immunosoppressivo | – | ✓ |
| Assunzione contemporanea di antibiotici | – | ✓ |
La vaccinazione durante la gravidanza e l’allattamento deve essere attentamente valutata dal medico, soppesando i potenziali benefici rispetto ai rischi, specialmente in caso di viaggi indifferibili verso aree ad alto rischio.
Quanto costa il vaccino contro il tifo?
Il costo del vaccino contro il tifo presso il Santagostino è di 45 euro.
Non è necessaria alcuna prescrizione medica per effettuare la vaccinazione, ma è sempre opportuno confrontarsi con un professionista sanitario per valutare l’indicazione specifica al proprio caso. Presso il servizio di vaccini e medicina del viaggio è possibile ricevere tutte le informazioni necessarie.
Dove si prende il tifo?
La febbre tifoide si contrae principalmente attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da feci o urine di persone infette o portatori asintomatici del batterio.
Le aree geografiche dove il rischio è più elevato includono il subcontinente indiano (India, Pakistan, Bangladesh), diverse regioni dell’Africa subsahariana e occidentale, e alcune zone del Sud America. In questi contesti, gli alimenti a maggior rischio sono l’acqua non trattata, frutta e verdura crude, frutti di mare crudi, latte e derivati non pastorizzati.
La trasmissione può avvenire anche attraverso il contatto con superfici contaminate o per scarsa igiene delle mani. Nei Paesi industrializzati come l’Italia, i casi sono ormai eccezionali e spesso correlati a viaggi in aree endemiche. Chi presenta diarrea o altri sintomi dopo un viaggio dovrebbe consultare tempestivamente il gastroenterologo.
Qual è il vaccino che si fa ogni 10 anni?
È importante non confondere la vaccinazione contro il tifo con altri vaccini che richiedono richiami decennali. Il vaccino che tipicamente si ripete ogni 10 anni è quello contro difterite, tetano e pertosse (dTpa), che rappresenta una protezione fondamentale per tutta la vita adulta. La vaccinazione contro il tifo, invece, richiede richiami ogni tre anni circa in caso di esposizione continuata al rischio.