Vaccino HPV: chi deve farlo, quando e quanto costa
Il papillomavirus umano, meglio noto come HPV, è una delle infezioni sessualmente trasmissibili più diffuse al mondo. Nella maggior parte dei casi il virus scompare da solo, ma in alcuni può causare tumori, tra cui quello al collo dell’utero. Per prevenirlo esiste un vaccino sicuro ed efficace, raccomandato dall’OMS e offerto gratuitamente in Italia. Eppure, tra dubbi e disinformazione, le coperture vaccinali restano ancora insufficienti.
Che cos’è il papillomavirus umano (HPV)?
Il papillomavirus umano, più comunemente indicato con la sigla HPV (Human Papilloma Virus), è un virus estremamente diffuso responsabile di infezioni che colpiscono pelle e mucose. Esistono oltre 200 genotipi diversi di HPV, ma circa 40 di questi interessano specificamente le zone genitali e possono trasmettersi attraverso i rapporti sessuali.
La maggior parte delle infezioni da HPV si risolve spontaneamente grazie al sistema immunitario, ma alcuni ceppi ad alto rischio oncogenico – in particolare i tipi 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58 – possono provocare lesioni persistenti che, se non trattate, evolvono in forme tumorali. L’HPV è il principale responsabile del tumore della cervice uterina, ma causa anche neoplasie della vulva, vagina, ano, pene e del distretto testa-collo, inclusi i tumori dell’orofaringe. Altri ceppi, come il 6 e l’11, sono invece responsabili della formazione di condilomi genitali, lesioni benigne ma fastidiose.
Il contagio avviene per contatto diretto con superfici infette, attraverso microscopiche lesioni della pelle o delle mucose. Nel caso delle infezioni genitali, la trasmissione sessuale è la via principale e il preservativo, pur riducendo il rischio, non offre una protezione completa perché il virus può essere presente anche su aree non coperte.
I destinatari del vaccino HPV
Il programma vaccinale italiano prevede l’offerta attiva e gratuita del vaccino HPV sia per le ragazze sia per i ragazzi a partire dal compimento degli 11 anni, idealmente prima dell’inizio dell’attività sessuale. La vaccinazione di entrambi i sessi è fondamentale perché l’HPV colpisce anche gli uomini, causando tumori al pene, all’ano e alla gola, oltre ai condilomi genitali. Inoltre, immunizzare maschi e femmine limita la circolazione del virus nella popolazione, proteggendo indirettamente anche chi non si vaccina.
La vaccinazione resta comunque raccomandata e offerta in forma gratuita o agevolata anche per alcune categorie di adulti, tra cui:
- Donne fino a 26 anni che non hanno completato il ciclo vaccinale
- Uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM)
- Persone con infezione da HIV
- Soggetti immunodepressi
Alcune regioni estendono la gratuità a fasce di età più ampie o a specifiche condizioni di rischio. Per chi non rientra nei parametri gratuiti, è comunque possibile sottoporsi alla vaccinazione a pagamento presso i centri vaccinali delle ASL o le strutture sanitarie private.
Quando si deve fare il vaccino contro il papilloma virus?
Il momento ideale per la vaccinazione è tra gli 11 e i 12 anni, prima dell’inizio dell’attività sessuale, quando il sistema immunitario risponde in modo ottimale e non c’è ancora stato contatto con il virus. Il numero di dosi necessarie dipende dall’età al momento della prima somministrazione:
| Fascia d’età | Numero di dosi | Schema di somministrazione |
|---|---|---|
| 9-14 anni | 2 dosi | A distanza di 6 mesi |
| 15 anni e oltre | 3 dosi | A 0, 2 e 6 mesi |
Anche chi ha già avuto rapporti sessuali può beneficiare della vaccinazione, poiché è improbabile essere stati esposti a tutti i ceppi virali contenuti nel vaccino. Il vaccino attualmente utilizzato in Italia è il Gardasil 9, un vaccino nonavalente che protegge contro 9 genotipi di HPV.
Efficacia del vaccino HPV
Gli studi clinici dimostrano che il vaccino HPV ha un’efficacia superiore al 90% nel prevenire le lesioni precancerose e i tumori causati dai ceppi virali inclusi nella formulazione. Nei Paesi dove la copertura vaccinale è elevata, si è osservata una drastica riduzione dei condilomi genitali e delle displasie cervicali nelle giovani donne vaccinate.
Il programma vaccinale integrato con lo screening cervicale rappresenta la strategia più efficace per contrastare i tumori HPV-correlati. La vaccinazione previene l’infezione, mentre lo screening individua precocemente eventuali lesioni in chi si è già infettato prima della vaccinazione o è stato esposto a ceppi non coperti dal vaccino.
È importante sottolineare che la vaccinazione non sostituisce lo screening: anche le donne vaccinate devono sottoporsi regolarmente al Pap-test o all’HPV-DNA test secondo le indicazioni della propria ASL.
Quali sono i rischi del vaccino HPV?
La sicurezza del vaccino HPV è stata ampiamente documentata attraverso studi su milioni di dosi somministrate in tutto il mondo. Il vaccino contiene particelle simili al virus (VLP) ma prive del materiale genetico virale, quindi non può causare infezione né replicarsi nell’organismo.
Gli effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori:
- Dolore, rossore o gonfiore nel punto di iniezione
- Febbre lieve
- Mal di testa
- Stanchezza temporanea
Eventi avversi gravi sono estremamente rari e la sorveglianza post somministrazione non ha evidenziato problemi di sicurezza significativi. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità confermano che i benefici della vaccinazione superano di gran lunga i rischi potenziali.
Quanto costa il vaccino HPV per adulti?
Per i destinatari previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, il vaccino è completamente gratuito. Chi non rientra nelle coorti gratuite può comunque accedere alla vaccinazione a prezzo agevolato presso i centri vaccinali delle ASL, con costi variabili da regione a regione, generalmente compresi tra 50 e 150 euro per dose.
Al Santagostino la vaccinazione da HPV ha un costo che parte da 210 euro.
Il ruolo dello screening
Lo screening cervicale attraverso il Pap-test e l’HPV-DNA test rimane un pilastro fondamentale nella prevenzione del tumore della cervice uterina. Questi esami permettono di individuare precocemente lesioni precancerose e intervenire prima che evolvano in forme maligne.
| Fascia d’età | Esame raccomandato | Frequenza |
|---|---|---|
| 25-30 anni | Pap-test | Ogni 3 anni |
| Oltre 30 anni | HPV-DNA test | Ogni 5 anni |
La combinazione di vaccinazione e screening rappresenta la strategia più efficace per ridurre drasticamente l’incidenza dei tumori HPV-correlati. Per informazioni sulla visita ginecologica e gli screening disponibili, è possibile rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia o ai servizi di ginecologia territoriali. L’HPV rientra tra le malattie sessualmente trasmissibili che richiedono attenzione sia in termini di prevenzione che di diagnosi precoce.