Transaminasi alte: cosa sono GOT e GPT e quando preoccuparsi
Le transaminasi sono enzimi presenti in diverse parti del nostro corpo, soprattutto nel fegato e nei muscoli. Il loro compito principale consiste nel metabolismo degli amminoacidi, ovvero nella trasformazione di queste molecole fondamentali per l’organismo. Quando i livelli di transaminasi nel sangue risultano alterati, specialmente se aumentati, possono segnalare un danno cellulare che richiede attenzione medica.
La misurazione di questi enzimi attraverso un semplice prelievo di sangue rappresenta uno strumento diagnostico essenziale per valutare la salute del fegato, ma anche del cuore e dei muscoli. Comprendere il significato dei valori rilevati permette di individuare tempestivamente eventuali problematiche e intervenire con il trattamento appropriato.
Prestazioni
Cosa sono i valori GOT e GPT?
I valori GOT e GPT si riferiscono ai due principali tipi di transaminasi misurati negli esami del sangue. GOT è l’acronimo di glutammato-ossalacetato transaminasi, oggi più comunemente chiamata AST (aspartato aminotransferasi). Questo enzima si trova prevalentemente nel fegato, nel muscolo cardiaco e nei muscoli scheletrici.
GPT sta per glutammato-piruvato transaminasi, attualmente denominata ALT (alanina aminotransferasi). Questo enzima è concentrato principalmente nelle cellule epatiche, rendendolo un indicatore particolarmente specifico della funzionalità del fegato.
La denominazione GOT e GPT, sebbene ancora utilizzata in molti referti di laboratorio, sta gradualmente lasciando spazio alle sigle AST e ALT, che rappresentano la nomenclatura internazionale standardizzata.
L’esame delle transaminasi: come si esegue
L’esame delle transaminasi viene eseguito tramite un prelievo di sangue venoso, generalmente dal braccio. Non richiede particolari preparazioni complesse, anche se è preferibile presentarsi a digiuno da almeno 8 ore per ottenere risultati più accurati. L’esame viene prescritto dal medico di base o dallo specialista nell’ambito di controlli di routine o quando esistono sintomi che suggeriscono un possibile problema epatico o muscolare.
Il campione di sangue prelevato viene poi analizzato in laboratorio, dove vengono misurati i livelli di AST e ALT espressi in unità per litro (U/L). I risultati sono generalmente disponibili nel giro di pochi giorni.
Valori di riferimento delle transaminasi
I valori normali di transaminasi possono variare leggermente tra diversi laboratori, ma esistono range di riferimento generalmente accettati. Per le ALT (GPT), i valori normali si collocano indicativamente tra 7 e 55 U/L. Per le AST (GOT), il range normale va da circa 8 a 48 U/L.
Questi parametri possono presentare lievi differenze in base al sesso, all’età e alla metodica di analisi utilizzata. È importante considerare sempre i valori di riferimento specificati nel referto del laboratorio che ha eseguito l’esame.
Valori leggermente al di sotto del limite inferiore non rappresentano generalmente un problema clinico, anche se in rari casi possono indicare una carenza di vitamina B6, cofattore necessario per l’attività di questi enzimi.
Cosa vuol dire avere le transaminasi alte?
Avere le transaminasi alte significa che nel sangue circolano quantità superiori alla norma di questi enzimi. Questo avviene quando le cellule che li contengono subiscono un danno o vengono distrutte, liberando il loro contenuto nel torrente circolatorio.
Un aumento delle transaminasi non costituisce di per sé una malattia, ma rappresenta un segnale che indica la presenza di un problema sottostante. Nel caso specifico delle ALT, un incremento suggerisce prevalentemente un danno epatico, dato che queste transaminasi si trovano in alta concentrazione nel fegato. Le AST, essendo presenti anche in altri tessuti, possono aumentare per problematiche epatiche, cardiache o muscolari.
L’entità dell’aumento fornisce indicazioni importanti sulla gravità della condizione. Un lieve incremento può derivare da situazioni transitorie, mentre valori molto elevati richiedono approfondimenti immediati.
Principali cause di aumento delle transaminasi
Le cause che determinano un innalzamento dei valori di transaminasi sono molteplici. Tra le più comuni troviamo le epatiti virali (come l’epatite A, B o C), che provocano infiammazione del fegato con conseguente danno cellulare. Anche l’abuso di alcol rappresenta una causa frequente, poiché l’etanolo esercita un effetto tossico diretto sulle cellule epatiche.
La steatosi epatica, condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato, costituisce un’altra causa rilevante di transaminasi elevate, spesso associata a obesità, diabete o sindrome metabolica. Alcuni farmaci possono avere effetti epatotossici, causando un incremento transitorio o persistente degli enzimi.
Altre possibili cause includono malattie autoimmuni del fegato, emocromatosi, malattia di Wilson, cirrosi epatica e tumori epatici. Per quanto riguarda le AST, valori elevati possono anche derivare da infarto miocardico, lesioni muscolari significative o malattie muscolari degenerative.
Sintomi associati a problemi epatici
L’aumento delle transaminasi, quando causato da problemi al fegato, può accompagnarsi a vari sintomi. Spesso nelle fasi iniziali la condizione risulta asintomatica, e l’alterazione viene scoperta casualmente durante esami di routine. Quando presenti, i sintomi tipici includono affaticamento persistente, debolezza generale e malessere diffuso.
Altri segni che possono manifestarsi comprendono ittero (colorazione giallastra della pelle e della sclera degli occhi), urine di colore scuro, feci chiare, prurito cutaneo, nausea e inappetenza. Alcuni pazienti riferiscono dolore o fastidio nella regione addominale superiore destra, dove si trova il fegato.
Nei casi più avanzati di malattia epatica possono comparire ascite (accumulo di liquido nell’addome), edemi periferici, confusione mentale e sanguinamenti anomali.
Quando i valori delle transaminasi sono preoccupanti?
I valori delle transaminasi diventano preoccupanti quando superano significativamente i limiti superiori di norma, in particolare se l’aumento persiste nel tempo o si accompagna a sintomi clinici.
| Livello di aumento | Range | Interpretazione | Azione richiesta |
|---|---|---|---|
| Lieve | Fino a 2 volte il valore massimo normale | Cause benigne o transitorie | Monitoraggio nel tempo |
| Moderato | Da 2 a 5 volte il limite superiore | Necessità di identificare la causa sottostante | Indagini approfondite |
| Molto elevato | Oltre 10 volte il limite normale | Situazione urgente (possibile epatite acuta grave, intossicazione, danno epatico massivo) | Valutazione medica immediata |
Il rapporto tra AST e ALT fornisce ulteriori informazioni diagnostiche. Un rapporto AST/ALT maggiore di 2 suggerisce tipicamente danno epatico da alcol, mentre valori di ALT nettamente superiori alle AST sono più caratteristici di epatiti virali o steatosi epatica.
In presenza di valori alterati, è consigliabile rivolgersi a uno specialista in epatologia o a un gastroenterologo per una valutazione approfondita. Nei casi in cui si sospetti un coinvolgimento cardiaco, può essere necessario consultare un cardiologo.
Come abbassare le transaminasi velocemente in gravidanza
In gravidanza, un lieve aumento delle transaminasi può verificarsi fisiologicamente, specialmente nel terzo trimestre. Tuttavia, valori significativamente elevati richiedono sempre attenzione medica, poiché possono segnalare condizioni come colestasi gravidica o preeclampsia.
L’approccio per ridurre le transaminasi in gravidanza deve essere personalizzato e concordato con il medico curante o il ginecologo. Non esistono soluzioni rapide che possano essere adottate autonomamente. L’alimentazione riveste un ruolo importante: è consigliabile seguire una dieta equilibrata, povera di grassi saturi, evitando cibi fritti e alimenti processati.
L’idratazione adeguata e il riposo sono fondamentali. È essenziale evitare completamente l’alcol e limitare l’uso di farmaci ai soli prodotti prescritti dal medico e considerati sicuri in gravidanza. Mantenere un peso corporeo appropriato e praticare attività fisica moderata, compatibile con lo stato gravidico, può contribuire al benessere epatico.
In presenza di transaminasi elevate durante la gravidanza, il monitoraggio regolare attraverso esami del sangue è indispensabile per valutare l’evoluzione della situazione e garantire la salute sia della madre che del bambino. Il supporto di uno specialista in ostetricia può essere prezioso per gestire al meglio questa condizione.