Tecarterapia: cos’è, come funziona, costi e controindicazioni
La tecarterapia, comunemente chiamata Tecar, è un trattamento fisioterapico che sfrutta le radiofrequenze per stimolare i naturali processi di riparazione dei tessuti. L’acronimo Tecar sta per Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo, un nome che descrive esattamente il meccanismo d’azione di questa metodica.
A differenza di altre tecnologie che applicano calore dall’esterno, la Tecar genera energia termica direttamente all’interno dei tessuti. Il dispositivo utilizza un elettrodo mobile che, in combinazione con una piastra di ritorno applicata sul corpo, crea un campo elettromagnetico ad alta frequenza. Questo campo attiva le cariche elettriche presenti naturalmente nelle cellule, producendo un movimento ionico che si traduce in calore endogeno.
Il trattamento può operare secondo due modalità complementari. La modalità capacitiva agisce sui tessuti molli come muscoli, vasi sanguigni e sistema linfatico. La modalità resistiva penetra più in profondità, raggiungendo strutture dense come ossa, tendini, legamenti e cartilagini. Il fisioterapista seleziona la modalità appropriata in base alla problematica da trattare.
Gli effetti biologici principali includono l’aumento del microcircolo, la vasodilatazione e l’incremento della temperatura interna. Questi meccanismi accelerano il metabolismo cellulare, favoriscono il drenaggio dei liquidi, riducono l’infiammazione e stimolano la produzione di endorfine, contribuendo al controllo del dolore.
A cosa serve fare la Tecar
La tecarterapia trova applicazione in numerose condizioni dell’apparato muscolo-scheletrico. Viene impiegata principalmente per traumi sportivi come contratture muscolari, stiramenti, strappi e distorsioni. È efficace anche nel trattamento di tendinopatie, sia acute che croniche, come tendinite del ginocchio, epicondilite, tendinite della cuffia dei rotatori.
Le patologie degenerative articolari traggono beneficio dal trattamento. L’artrosi di ginocchio, anca, spalla e colonna vertebrale risponde positivamente alla Tecar, che aiuta a ridurre il dolore e migliorare la mobilità. Anche le lombalgie, cervicalgie e dorsalgie, sia di origine muscolare che articolare, rappresentano indicazioni frequenti.
Nel post-operatorio ortopedico, la tecarterapia accelera il recupero dopo interventi di ricostruzione legamentosa, protesi articolari e artroscopie. Facilita il riassorbimento degli edemi, riduce la rigidità e prepara i tessuti alla riabilitazione attiva. Gli atleti la utilizzano sia per recuperare velocemente dagli infortuni sia come prevenzione e mantenimento.
Condizioni come borsiti, fasciti plantari, sindrome del tunnel carpale e periartriti possono beneficiare di questo approccio terapeutico. La Tecar risulta utile anche nella gestione delle sindromi miofasciali e dei trigger points muscolari.
Come si svolge una seduta di tecarterapia
Una seduta di Tecar dura tipicamente tra 20 e 30 minuti, variando in base all’area da trattare e all’intensità necessaria. Il fisioterapista applica prima un gel conduttore sulla zona interessata, poi utilizza l’elettrodo mobile con movimenti circolari, longitudinali o a pressione statica.
Durante il trattamento, il paziente avverte una sensazione di calore gradevole e progressivo. L’intensità viene regolata in base alla tolleranza individuale e alla fase della patologia. Nelle fasi acute si privilegiano dosaggi più contenuti, mentre nelle forme croniche si può aumentare l’energia trasferita.
La Tecar viene spesso integrata con altre tecniche fisioterapiche. Può precedere la terapia manuale per ammorbidire i tessuti, facilitare esercizi terapeutici riducendo il dolore durante il movimento, o completare un programma riabilitativo più articolato. Questa versatilità la rende uno strumento prezioso nel percorso di cura.
Quanto ci mette la Tecar a fare effetto
I tempi di risposta variano significativamente in base al tipo di problema e alla fase in cui viene iniziato il trattamento. Nelle condizioni acute, come una contrattura muscolare o un edema post-traumatico, si possono percepire miglioramenti già dalla prima o seconda seduta, con riduzione del dolore e dell’infiammazione.
Per patologie subacute e croniche i benefici emergono più gradualmente. Tendinopatie, artrosi e problematiche degenerative richiedono generalmente un ciclo completo di trattamenti, compreso tra 6 e 12 sedute, per ottenere risultati stabili. Il fisioterapista valuterà l’evoluzione del quadro clinico per modulare frequenza e numero delle applicazioni.
La risposta individuale gioca un ruolo importante. Fattori come età, stato generale di salute, gravità della lesione e aderenza al programma riabilitativo influenzano i tempi di recupero. L’effetto cumulativo delle sedute produce benefici progressivi che si consolidano nelle settimane successive al completamento del ciclo.
Controindicazioni: gravidanza e pacemaker
Esistono situazioni in cui la tecarterapia è sconsigliata o richiede particolare cautela. Durante la gravidanza il trattamento è generalmente controindicato, soprattutto nell’area addominale e lombare, per l’assenza di studi che ne garantiscano la sicurezza sul feto. Sebbene non vi siano evidenze di danni, per principio precauzionale si preferisce evitare l’esposizione a campi elettromagnetici durante la gestazione.
Chi ha il pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati non può sottoporsi a tecarterapia. Il campo elettromagnetico generato potrebbe interferire con il funzionamento di questi dispositivi medici, creando potenziali rischi per la salute. Questa controindicazione è assoluta e si applica anche a defibrillatori impiantabili, neurostimolatori e dispositivi simili.
Altre controindicazioni includono la presenza di tumori maligni, trombosi venose profonde, infezioni in atto, febbre, protesi metalliche recenti nell’area da trattare. Pazienti con alterazioni della sensibilità termica richiedono particolare attenzione nel dosaggio. È fondamentale comunicare al fisioterapista qualsiasi condizione medica prima di iniziare il trattamento.
Quanto costano 10 sedute di tecarterapia
Il costo di una seduta di tecarterapia per un segmento corporeo al centro Santagostino parte da 40 euro; in associazione al massaggio o alla rieducazione complessa da 44 euro. Per due segmenti il costo parte da 81 euro. I costi minimi possono subire variazioni.
La spesa può essere detraibile fiscalmente come prestazione sanitaria, conservando fatture e ricevute. Alcune assicurazioni sanitarie integrative rimborsano parzialmente o totalmente i trattamenti di fisioterapia strumentale, previa prescrizione medica. Vale la pena verificare le condizioni della propria polizza prima di iniziare il percorso terapeutico.
Tecarterapia a Genova
A Genova la tecarterapia è disponibile presso numerosi centri specializzati in riabilitazione e fisioterapia. Il Santagostino Genova offre questo servizio con professionisti qualificati, dispositivi di ultima generazione e un approccio personalizzato alle esigenze di ogni paziente.
Prima di iniziare un ciclo di Tecar è consigliabile una valutazione fisioterapica completa che identifichi la causa del problema e stabilisca un piano terapeutico integrato. La tecarterapia raramente è risolutiva da sola: inserita in un programma che comprende esercizi, terapia manuale e educazione del paziente, offre i migliori risultati a lungo termine.