Risonanza magnetica lombosacrale: guida completa all’esame
La risonanza magnetica lombosacrale rappresenta uno degli esami diagnostici più accurati per valutare l’ultima porzione della colonna vertebrale. Questo tratto anatomico comprende le cinque vertebre lombari, l’osso sacro e il coccige, strutture particolarmente soggette a sollecitazioni quotidiane e quindi a usura o lesioni.
L’esame utilizza un campo magnetico e onde radio per generare immagini dettagliate, permettendo ai medici di visualizzare non solo le componenti ossee ma anche tessuti molli come dischi intervertebrali, nervi, midollo spinale e legamenti. A differenza di radiografie o TAC, la risonanza magnetica non impiega radiazioni ionizzanti, risultando quindi sicura e ripetibile nel tempo.
Cosa si vede da una risonanza lombosacrale
Attraverso la risonanza magnetica lombosacrale è possibile identificare numerose condizioni cliniche. L’esame visualizza con precisione i dischi intervertebrali, rilevando ernie discali, protrusioni o fenomeni degenerativi come la discopatia. Permette inoltre di valutare lo stato del midollo spinale nel suo tratto terminale e delle radici nervose, identificando eventuali compressioni o infiammazioni.
Le vertebre lombari e sacrali vengono studiate nella loro morfologia, evidenziando fratture, tumori, infezioni ossee o malformazioni congenite. La risonanza mostra anche alterazioni dei tessuti molli circostanti, come edemi, raccolte liquide o processi infiammatori dei muscoli paravertebrali. Nei casi post-chirurgici, l’esame documenta l’esito degli interventi e l’eventuale presenza di fibrosi o recidive.
Patologie diagnosticate e sintomi di interesse
La risonanza magnetica lombosacrale viene prescritta principalmente per indagare lombalgia persistente che non risponde ai trattamenti conservativi. Risulta fondamentale quando il dolore si irradia agli arti inferiori, condizione nota come lombosciatalgia, spesso causata dalla compressione del nervo sciatico.
Altri sintomi che giustificano l’esame includono intorpidimento, formicolii o deficit di forza alle gambe, difficoltà nella deambulazione e alterazioni del controllo sfinterico. Questi segnali possono indicare compressioni radicolari o stenosi del canale spinale, patologie che richiedono diagnosi tempestiva.
L’esame è indicato anche per monitorare malattie degenerative come spondilosi, spondilolistesi o spondilite anchilosante. Viene utilizzato nella valutazione pre-operatoria di interventi alla colonna vertebrale e nel follow-up post-chirurgico per verificare la corretta guarigione e l’assenza di complicanze.
Cosa fare prima di una risonanza magnetica lombosacrale
La preparazione alla risonanza lombosacrale risulta generalmente semplice. Non è necessario il digiuno, salvo quando viene programmato l’utilizzo del mezzo di contrasto: in tal caso, viene richiesto di evitare cibi solidi nelle tre ore precedenti l’esame, mantenendo invece un’adeguata idratazione.
Prima dell’esame è fondamentale rimuovere tutti gli oggetti metallici: gioielli, piercing, orologi, fermagli per capelli, protesi dentarie mobili e indumenti con parti metalliche. Alcuni trucchi e cosmetici contengono particelle ferromagnetiche che possono interferire con le immagini, quindi è preferibile presentarsi senza make-up.
Chi è portatore di dispositivi medici impiantati deve informare preventivamente il personale sanitario. Pacemaker, defibrillatori, neurostimolatori o clips vascolari metalliche possono rappresentare controindicazioni assolute all’esame. Anche protesi articolari, viti o placche chirurgiche vanno segnalate, sebbene quelle moderne siano generalmente compatibili. È importante portare la prescrizione medica e eventuali esami precedenti per confronto.
Quanto tempo dura una risonanza lombosacrale
La durata della risonanza magnetica lombosacrale varia tipicamente tra 30 e 45 minuti, a seconda dell’estensione dell’area da esaminare e della necessità di utilizzare il mezzo di contrasto. Gli esami senza contrasto tendono a essere più brevi, mentre quelli con somministrazione endovenosa richiedono tempo aggiuntivo per l’acquisizione delle sequenze post-contrastografiche.
Durante l’esame il paziente resta supino all’interno del macchinario, che può essere di tipo chiuso o aperto. È essenziale rimanere immobili per garantire immagini nitide e diagnostiche. Il tecnico radiologo può fornire cuffie o tappi auricolari per attenuare i rumori caratteristici della macchina durante le scansioni.
Al termine dell’acquisizione, il paziente può riprendere immediatamente le normali attività. Il referto viene redatto da un medico radiologo specializzato ed è generalmente disponibile entro pochi giorni lavorativi.
Mezzo di contrasto e strutture anatomiche esaminate
Il mezzo di contrasto, basato sul gadolinio, viene impiegato quando si sospettano processi infiammatori acuti, tumori, infezioni o per valutare la vascolarizzazione dei tessuti. La sua somministrazione avviene per via endovenosa e permette di distinguere meglio tessuti patologici da quelli sani, aumentando la sensibilità diagnostica.
Le strutture anatomiche visualizzate comprendono le cinque vertebre lombari (da L1 a L5), l’osso sacro formato dalla fusione di cinque vertebre sacrali, e il coccige. Vengono studiati i dischi intervertebrali che fungono da ammortizzatori tra le vertebre, il canale vertebrale che contiene il midollo spinale fino al livello L1-L2 e poi la cauda equina, ovvero l’insieme di radici nervose che proseguono verso il basso.
L’esame include anche la valutazione dei forami di coniugazione, aperture laterali attraverso cui fuoriescono i nervi spinali, e dei tessuti molli circostanti come muscoli psoas, erettori spinali e legamenti longitudinali.
Costo e disponibilità a Genova
A Genova, presso il Centro Santagostino, i prezzi della risonanza magnetica lombosacrale variano a seconda del tipo di esame richiesto e della tecnologia utilizzata. Tutti i costi sono indicativi e possono variare.
RMN lombosacrale con e senza contrasto: si tratta di una risonanza completa in cui, se necessario, viene somministrato un mezzo di contrasto per evidenziare meglio infiammazioni o lesioni complesse. Il costo parte da 350 €.
RMN lombosacrale senza contrasto aperta (basso campo): simile alla versione senza contrasto ma eseguita su macchina aperta, può risultare più confortevole per chi soffre di claustrofobia; il costo parte da 135 €.
RMN lombosacrale senza contrasto (alto campo): questa versione standard utilizza un campo magnetico potente per ottenere immagini dettagliate senza somministrare mezzo di contrasto, ed è adatta per diagnosticare ernie, degenerazioni discali e altri problemi comuni della colonna. Il prezzo parte da 153 €.