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Rettosigmoidoscopia: cos’è, come si fa e preparazione

La rettosigmoidoscopia è un esame endoscopico che consente di visualizzare direttamente le pareti interne dell’ultimo tratto dell’intestino crasso, costituito dal retto e dal sigma. Si tratta di una procedura diagnostica meno invasiva rispetto alla colonscopia completa, che si concentra esclusivamente sugli ultimi 60 centimetri del colon.

Durante l’esame viene utilizzato un endoscopio flessibile di diametro ridotto, dotato di una videocamera ad alta risoluzione e di un sistema di illuminazione. Questo strumento permette allo specialista di esaminare accuratamente la mucosa intestinale, identificare eventuali anomalie e, quando necessario, prelevare campioni di tessuto per analisi istologiche o rimuovere piccoli polipi.

La procedura rappresenta uno strumento fondamentale nella diagnostica gastroenterologica, particolarmente utile quando i sintomi del paziente suggeriscono problematiche localizzate nella porzione terminale dell’intestino.

A cosa serve la rettosigmoidoscopia

Questo esame viene prescritto principalmente per indagare sintomi che potrebbero indicare patologie del tratto finale del colon. Le indicazioni più comuni includono la presenza di sangue rosso vivo nelle feci, alterazioni improvvise dell’alvo con diarrea persistente o stipsi ostinata, dolori addominali localizzati nella parte sinistra e inferiore dell’addome, e la comparsa di muco nelle feci.

La rettosigmoidoscopia risulta particolarmente utile nella diagnosi di malattie infiammatorie intestinali come la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn, quando interessano la porzione rettale e sigmoidea. Permette inoltre di identificare diverticoli, polipi, lesioni della mucosa e formazioni neoplastiche in fase precoce.

Oltre alla funzione diagnostica, l’esame svolge anche un ruolo terapeutico. Durante la procedura è infatti possibile rimuovere polipi di piccole dimensioni, trattare alcune forme di sanguinamento ed eseguire biopsie mirate. Nei pazienti con anemia sideropenica di origine non chiara, la rettosigmoidoscopia aiuta a escludere o confermare un sanguinamento occulto dal tratto intestinale inferiore.

Come si svolge la rettosigmoidoscopia

L’esame ha una durata media di 10-15 minuti e si esegue ambulatorialmente. Il paziente viene fatto sdraiare sul lettino in posizione laterale sinistra, con le ginocchia piegate verso il petto. Questa posizione facilita l’introduzione dell’endoscopio e rende la procedura più confortevole.

Prima dell’inserimento dello strumento, lo specialista esegue un’esplorazione digitale del retto per verificare l’assenza di controindicazioni e per lubrificare adeguatamente il canale anale. Successivamente, l’endoscopio viene introdotto delicatamente attraverso l’ano e fatto avanzare progressivamente lungo il retto fino al sigma.

Durante la risalita dello strumento, viene insufflata una piccola quantità d’aria per distendere le pareti intestinali e migliorare la visibilità. Il medico osserva attentamente le immagini trasmesse sul monitor, valutando lo stato della mucosa, la presenza di lesioni, infiammazioni o altre anomalie. Se necessario, possono essere prelevati campioni bioptici o rimossi piccoli polipi utilizzando gli strumenti operativi inseriti attraverso il canale dell’endoscopio.

Al termine dell’esame, l’endoscopio viene rimosso lentamente mentre viene aspirata l’aria insufflata, riducendo così il senso di gonfiore addominale residuo.

Qual è la preparazione per fare la rettoscopia

La preparazione alla rettosigmoidoscopia è significativamente più semplice rispetto a quella richiesta per una colonscopia completa, ma resta comunque fondamentale per garantire una buona visualizzazione delle pareti intestinali.

Nei tre giorni precedenti l’esame è consigliabile seguire una dieta povera di scorie, limitando il consumo di frutta fresca, verdure crude e fibrose, legumi, cereali integrali e semi. Sono invece permessi carne magra, pesce, formaggi stagionati, pane bianco, pasta e riso raffinati.

La sera prima dell’esame è necessario eseguire un clistere evacuativo, preferibilmente utilizzando le formulazioni pronte da 120-140 ml facilmente reperibili in farmacia. Al mattino dell’esame, almeno due ore prima dell’appuntamento, va ripetuto un secondo clistere per completare la pulizia del tratto intestinale interessato.

Il giorno dell’esame è possibile assumere una colazione leggera con tè o caffè e fette biscottate, evitando latte e alimenti solidi nelle ore immediatamente precedenti la procedura. È importante mantenere una buona idratazione bevendo acqua naturale.

Qual è la differenza tra colonscopia e rettosigmoidoscopia

CaratteristicaRettosigmoidoscopiaColonscopia
Tratto intestinale esaminatoUltimi 50-60 cm del colon (retto e sigma)Intero intestino crasso, dal cieco al retto (circa 150 cm)
PreparazioneClisteri evacuativiPulizia intestinale completa con soluzioni purgative orali
Durata10-15 minuti20-45 minuti

La scelta tra i due esami dipende dal quadro clinico. La rettosigmoidoscopia è indicata quando i sintomi suggeriscono una patologia localizzata nel tratto finale del colon, come nel caso di sanguinamento rettale in pazienti giovani senza fattori di rischio per neoplasie. La colonscopia completa è invece necessaria in presenza di familiarità per tumori del colon-retto, per lo screening oncologico oltre i 50 anni, o quando si sospettano patologie che potrebbero interessare tratti più prossimali dell’intestino.

La rettosigmoidoscopia è dolorosa?

La rettosigmoidoscopia è generalmente ben tollerata e non provoca dolore vero e proprio. La maggior parte dei pazienti riferisce al massimo un fastidio lieve o moderato, accompagnato da una sensazione di pressione addominale e gonfiore dovuti all’insufflazione d’aria.

Il disagio percepito può aumentare leggermente durante i passaggi più delicati, come l’attraversamento delle curve anatomiche del sigma, ma rimane comunque gestibile senza necessità di sedazione nella quasi totalità dei casi. Alcuni pazienti possono avvertire crampi addominali transitori, che si risolvono spontaneamente al termine della procedura.

Per i soggetti particolarmente ansiosi o con una soglia del dolore ridotta, è possibile ricorrere a una blanda sedazione cosciente, che rende l’esperienza più confortevole senza addormentare completamente il paziente. In questi casi è necessario presentarsi accompagnati e astenersi dalla guida nelle ore successive.

Dopo l’esame può persistere un lieve senso di gonfiore addominale per alcune ore, alleviabile con brevi passeggiate che favoriscono l’eliminazione dell’aria residua.

Rischi e controindicazioni

La rettosigmoidoscopia è una procedura sicura con un profilo di rischio molto basso. Le complicanze sono rare e si verificano in meno dell’1% dei casi. La più temuta è la perforazione della parete intestinale, evento eccezionale che può verificarsi durante manovre operative come la polipectomia o in presenza di pareti intestinali particolarmente fragili per processi infiammatori acuti.

Un’altra possibile complicanza è il sanguinamento, generalmente autolimitante, che può manifestarsi dopo biopsie o rimozione di polipi. Reazioni vasovagali con calo pressorio e rallentamento del battito cardiaco sono anch’esse eventi rari, gestibili con semplici manovre assistenziali.

Le controindicazioni assolute includono megacolon tossico, perforazione intestinale sospetta o accertata, diverticolite acuta in fase florida e grave instabilità cardiovascolare. In gravidanza l’esame viene rimandato quando possibile, mentre in presenza di disturbi della coagulazione è necessaria una valutazione caso per caso.