Radiografia alla schiena: quando serve e cosa rileva
La radiografia della schiena rappresenta uno degli esami diagnostici più richiesti per indagare le cause del dolore vertebrale e valutare la struttura della colonna. Si tratta di un esame radiologico che utilizza raggi X per ottenere immagini dettagliate delle vertebre, permettendo di identificare alterazioni ossee, deformità posturali e problematiche strutturali.
Questo esame viene prescritto in presenza di sintomi persistenti, traumi, controlli post-operatori o per monitorare l’evoluzione di patologie croniche. La radiografia fornisce informazioni preziose sulla salute della colonna vertebrale in modo rapido e non invasivo.
Cosa si vede da una radiografia alla schiena
La radiografia della schiena consente di visualizzare principalmente le strutture ossee della colonna vertebrale. Le immagini ottenute mostrano le vertebre, gli spazi intervertebrali, l’allineamento della colonna e la presenza di eventuali anomalie.
Attraverso questo esame è possibile identificare:
- fratture vertebrali causate da traumi o osteoporosi
- deformità della colonna come scoliosi, cifosi e lordosi
- processi degenerativi quali artrosi e riduzione degli spazi discali
- alterazioni congenite della struttura vertebrale
- osteofiti (formazioni ossee anomale)
- dismetrie del bacino e problemi di allineamento.
Le ossa appaiono chiare nell’immagine radiografica perché sono strutture dense che assorbono i raggi X in misura maggiore rispetto ai tessuti molli. Questa caratteristica permette di distinguere chiaramente le vertebre e valutarne la morfologia.
L’ernia si vede con la radiografia?
L’ernia del disco non è visibile attraverso una radiografia standard della schiena. Questo perché la radiografia mostra prevalentemente le strutture ossee, mentre l’ernia discale coinvolge il disco intervertebrale, costituito da tessuto molle non visibile ai raggi X.
Quando si sospetta un’ernia discale, sono necessari esami di imaging più specifici come la risonanza magnetica (RM) o la TAC, che permettono di visualizzare con precisione i dischi intervertebrali, le radici nervose e gli eventuali conflitti disco-radicolari.
Tuttavia, la radiografia può fornire indicazioni indirette sulla presenza di problematiche discali, mostrando una riduzione dello spazio tra le vertebre o alterazioni nell’allineamento della colonna che potrebbero suggerire la necessità di approfondimenti diagnostici.
Che radiografia fare per il mal di schiena
La scelta della radiografia dipende dalla localizzazione del dolore e dai sintomi riferiti dal paziente. La colonna vertebrale è suddivisa in diversi tratti, ciascuno con caratteristiche specifiche.
Le tipologie principali includono:
| Tipo di radiografia | Indicazioni |
|---|---|
| Rachide cervicale | Dolori al collo, rigidità, cefalee di origine vertebrale, traumi cervicali |
| Rachide dorsale | Dolori nella parte centrale della schiena |
| Rachide lombo-sacrale | Lombalgia, sciatalgia, dolori nella parte bassa della schiena |
| Colonna vertebrale completa (in toto) | Scoliosi, alterazioni posturali globali, dismetrie degli arti inferiori |
La radiografia può essere eseguita in diverse condizioni: in piedi (sotto carico) per valutare l’assetto posturale reale, oppure da sdraiati. In alcuni casi vengono richieste proiezioni dinamiche in flessione ed estensione per studiare la mobilità vertebrale.
Come si fa la radiografia alla schiena
L’esecuzione dell’esame è semplice e richiede circa 10-15 minuti. Il paziente viene posizionato in prossimità dell’apparecchiatura radiografica, in piedi o disteso sul lettino a seconda del tipo di indagine richiesta.
Durante l’esame è necessario:
- rimuovere oggetti metallici (gioielli, cinture, bottoni) che potrebbero interferire con l’immagine
- mantenere la posizione indicata dal tecnico di radiologia
- restare immobili durante l’acquisizione per evitare immagini sfocate
- trattenere il respiro per pochi secondi se richiesto
Il personale sanitario si posiziona dietro uno schermo protettivo durante l’emissione dei raggi X. L’esposizione alle radiazioni dura pochi istanti e al termine dell’esame il paziente può riprendere immediatamente le normali attività.
Le immagini vengono acquisite in formato digitale e consegnate su supporto informatico (CD, DVD) o caricate su piattaforme online accessibili al paziente e al medico curante.
Preparazione all’esame
La radiografia della schiena non richiede una preparazione particolare. Non è necessario il digiuno né l’interruzione delle terapie farmacologiche in corso.
Si consiglia di:
- indossare abiti comodi e facilmente removibili
- evitare indumenti con elementi metallici (cerniere, reggiseni con ferretti)
- portare con sé eventuali esami precedenti per confronto
- segnalare al personale sanitario un’eventuale gravidanza o sospetto di gravidanza
Per la radiografia del tratto lombare, in alcuni centri può essere richiesto di svuotare la vescica prima dell’esame per migliorare la qualità delle immagini.
Quanto costa una radiografia alla schiena
Presso il centro Santagostino di Genova è possibile eseguire diverse tipologie di radiografia alla schiena a tariffe accessibili e trasparenti. Il costo varia in base al distretto anatomico da esaminare, con tutte le prestazioni che partono da 50 euro.
Nel dettaglio, ecco i prezzi delle radiografie alla schiena disponibili presso la nostra sede.
- Radiografia rachide cervicale: da 50 euro
- Radiografia rachide dorsale: da 50 euro
- Radiografia rachide lombosacrale: da 50 euro
- Radiografia sacro-coccige: da 50 euro
- Radiografia scapola destra o sinistra: da 50 euro
Per eseguire l’esame è necessario presentarsi con la prescrizione medica in corso di validità (non superiore a 6 mesi) e arrivare al centro con circa 20 minuti di anticipo rispetto all’orario dell’appuntamento. Il referto sarà disponibile entro il secondo giorno lavorativo. Nel caso in cui sia necessario esaminare più distretti della colonna vertebrale nella stessa seduta, è consigliabile contattare il Service Center per organizzare al meglio la prenotazione.
Sicurezza e controindicazioni
La radiografia è un esame sicuro quando eseguito con apparecchiature moderne. Le dosi di radiazioni utilizzate sono minime e il tempo di esposizione è ridotto grazie alle tecnologie digitali attuali.
L’unica controindicazione assoluta riguarda la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, per il potenziale rischio sul feto. In caso di gravidanza accertata o sospetta, è fondamentale informare il medico che valuterà esami alternativi.
Per i pazienti senza problemi di mobilità non è necessario essere accompagnati e si può tornare a casa autonomamente subito dopo l’esame.