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La gonartrosi: i sintomi al ginocchio

La gonartrosi è una delle forme più comuni di artrosi, una patologia degenerativa che colpisce l’articolazione del ginocchio causando dolore, rigidità e limitazione funzionale. Si tratta di una condizione cronica che interessa milioni di persone, soprattutto dopo i 50 anni, ma che può manifestarsi anche in età più giovane in presenza di specifici fattori di rischio.

Il ginocchio è un’articolazione complessa sottoposta quotidianamente a carichi e sollecitazioni notevoli. Quando la cartilagine che riveste le superfici articolari si consuma progressivamente, le ossa iniziano a sfregare tra loro provocando infiammazione, dolore e difficoltà nei movimenti. Riconoscere tempestivamente i sintomi della gonartrosi è fondamentale per intervenire con le terapie più appropriate e rallentare l’evoluzione della malattia.

In questo articolo scopriremo quali sono i sintomi caratteristici della gonartrosi al ginocchio, le cause che la determinano, come viene diagnosticata e quali sono le opzioni terapeutiche disponibili per gestire efficacemente questa condizione.

Qual è la differenza tra artrosi e gonartrosi?

Molti pazienti si chiedono se artrosi e gonartrosi siano la stessa cosa. In realtà, la gonartrosi è semplicemente l’artrosi che colpisce specificamente l’articolazione del ginocchio. Il termine deriva dal greco “gonu” (ginocchio) e “arthrosis” (articolazione), e indica quindi la localizzazione anatomica della patologia artrosica.

L’artrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni che può interessare diverse parti del corpo: mani, anche, colonna vertebrale, piedi e, appunto, ginocchia. Quando parliamo di gonartrosi, ci riferiamo quindi a un tipo specifico di artrosi localizzata al ginocchio, che può essere monolaterale (un solo ginocchio) o bilaterale (entrambe le ginocchia).

Cause e fattori di rischio della gonartrosi

La gonartrosi può essere classificata in primaria, quando non esiste una causa specifica identificabile, o secondaria, quando è conseguente ad altri fattori. Tra le principali cause e fattori di rischio troviamo:

Fattore di rischio Descrizione
Età avanzata Il naturale processo di invecchiamento comporta una progressiva usura della cartilagine articolare, rendendo la gonartrosi più frequente dopo i 50-60 anni
Sovrappeso e obesità Il peso corporeo eccessivo aumenta il carico meccanico sulle ginocchia, accelerando il deterioramento cartilagineo
Traumi e lesioni pregresse fratture, lesioni meniscali o dei legamenti possono alterare la biomeccanica del ginocchio favorendo l’insorgenza precoce di artrosi
Attività lavorative o sportive usuranti Professioni che richiedono di stare in ginocchio o sport ad alto impatto possono sollecitare eccessivamente l’articolazione
Fattori genetici Esiste una predisposizione familiare allo sviluppo di artrosi
Sesso femminile Le donne, soprattutto dopo la menopausa, presentano un rischio maggiore di sviluppare gonartrosi

Sintomi della gonartrosi al ginocchio

I sintomi della gonartrosi tendono a manifestarsi gradualmente e a peggiorare nel tempo. I più caratteristici includono:

Sintomo Caratteristiche
Dolore Inizialmente compare durante o dopo l’attività fisica e migliora con il riposo. Nelle fasi avanzate può essere presente anche a riposo o durante la notte
Rigidità articolare Particolarmente evidente al mattino o dopo periodi di inattività, tende a migliorare con il movimento. Generalmente dura meno di 30 minuti
Limitazione funzionale Difficoltà a piegare o estendere completamente il ginocchio, problemi nel salire e scendere le scale, nell’alzarsi da una sedia o nell’accovacciarsi
Gonfiore L’articolazione può apparire tumefatta a causa dell’infiammazione e dell’accumulo di liquido sinoviale
Crepitii Sensazione o rumore di scroscio durante i movimenti del ginocchio, dovuto allo sfregamento delle superfici articolari danneggiate

Quando la gonartrosi è grave?

La gravità della gonartrosi viene valutata in base a criteri clinici e radiologici. Si considera grave quando:

  • Il dolore è costante, presente anche a riposo e durante la notte, compromettendo significativamente la qualità della vita
  • La limitazione funzionale impedisce le normali attività quotidiane come camminare, salire le scale o alzarsi da seduti
  • Le radiografie mostrano una riduzione marcata o completa dello spazio articolare, con segni di deformità ossea
  • Sono presenti deformità evidenti dell’asse del ginocchio
  • I trattamenti conservativi non forniscono più sollievo adeguato

Nelle forme gravi può essere necessario considerare l’intervento chirurgico di protesi del ginocchio per ripristinare la funzionalità articolare e migliorare la qualità di vita del paziente.

Diagnosi della gonartrosi

La diagnosi di gonartrosi si basa su una valutazione clinica e strumentale. Il medico ortopedico o il reumatologo raccolgono l’anamnesi del paziente, valutano i sintomi e eseguono un esame obiettivo del ginocchio per verificare mobilità, stabilità, presenza di gonfiore e dolore alla palpazione.

Gli esami strumentali più utilizzati includono:

  • Radiografia: è l’esame di prima scelta, permette di visualizzare la riduzione dello spazio articolare, la presenza di osteofiti (escrescenze ossee) e alterazioni della struttura ossea. La radiografia consente di classificare il grado di severità della gonartrosi.
  • Risonanza magnetica: fornisce informazioni dettagliate sullo stato della cartilagine, dei menischi, dei legamenti e dei tessuti molli, utile soprattutto nei casi dubbi o per pianificare interventi chirurgici.
  • Ecografia: può essere utilizzata per valutare versamenti articolari e alterazioni dei tessuti molli periarticolari.

Come si cura la gonartrosi del ginocchio?

Il trattamento della gonartrosi è personalizzato in base alla gravità della condizione e alle caratteristiche del paziente. L’approccio terapeutico prevede diverse opzioni:

  • Terapie conservative: rappresentano il primo livello di intervento e includono farmaci antinfiammatori e analgesici per controllare dolore e infiammazione, infiltrazioni intra-articolari con acido ialuronico o cortisonici, fisioterapia per mantenere la mobilità e rinforzare la muscolatura, utilizzo di tutori o plantari per migliorare l’allineamento. La fisiochinesiterapia è fondamentale per il recupero funzionale.
  • Modifiche dello stile di vita: perdita di peso in caso di sovrappeso, attività fisica a basso impatto come nuoto o ciclismo, evitare attività che sovraccaricano il ginocchio.
  • Trattamento chirurgico: riservato ai casi gravi non responsivi alle terapie conservative, può includere artroscopia per rimuovere frammenti cartilaginei, osteotomia per correggere l’allineamento, o protesi del ginocchio parziale o totale nelle forme avanzate.

Cosa non fare con la gonartrosi?

Per gestire al meglio la gonartrosi ed evitare di peggiorare i sintomi, è importante evitare alcuni comportamenti:

  • Non rimanere sedentari: l’inattività indebolisce i muscoli e irrigidisce l’articolazione. La sedentarietà è dannosa per le articolazioni.
  • Non sovraccaricare il ginocchio: evitare sport ad alto impatto come corsa su asfalto, salti, sport di contatto
  • Non ignorare il dolore: continuare attività che provocano dolore intenso può accelerare il danno articolare
  • Non trascurare il peso corporeo: ogni chilo in eccesso aumenta il carico sulle ginocchia
  • Non automedicarsi: l’uso prolungato e non controllato di antinfiammatori può avere effetti collaterali
  • Non utilizzare calzature inadeguate: scarpe con tacchi alti o suole consumate alterano la biomeccanica del ginocchio

Prevenzione e gestione della gonartrosi

Sebbene non sia sempre possibile prevenire completamente la gonartrosi, alcune strategie possono ridurre il rischio o rallentarne la progressione:

Mantenere un peso corporeo adeguato riduce significativamente il carico sulle articolazioni. Praticare regolarmente attività fisica moderata mantiene la forza muscolare e la flessibilità articolare. Evitare traumi e sovraccarichi protegge la cartilagine dall’usura precoce. Correggere eventuali alterazioni posturali o dell’allineamento può prevenire sollecitazioni anomale, come nel caso della scoliosi o dell’ipercifosi che possono influenzare la biomeccanica degli arti inferiori.

Una gestione efficace della gonartrosi richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga medici, fisioterapisti e, quando necessario, il paziente stesso attraverso modifiche dello stile di vita. Con le giuste strategie terapeutiche è possibile controllare i sintomi, mantenere una buona qualità di vita e rallentare la progressione della malattia.