Il ginocchio valgo e varo: cosa sono e le differenze
Il ginocchio valgo e il ginocchio varo rappresentano due deformità degli arti inferiori che alterano l’allineamento fisiologico delle gambe. Nel ginocchio valgo, comunemente chiamato “ginocchia a X“, le ginocchia tendono ad avvicinarsi mentre le caviglie restano distanti. Al contrario, nel ginocchio varo, definito “gambe a parentesi”, le ginocchia rimangono distanziate mentre le caviglie si avvicinano.
Queste condizioni possono manifestarsi sia in età pediatrica che adulta e, sebbene spesso siano fisiologiche durante la crescita, in alcuni casi richiedono attenzione medica e trattamento specifico. Comprendere le caratteristiche, le cause e le opzioni terapeutiche disponibili è fondamentale per gestire correttamente queste alterazioni posturali.
In questo articolo approfondiremo tutti gli aspetti del ginocchio valgo e varo, dalle manifestazioni cliniche alle strategie di cura, fornendo informazioni utili per riconoscere quando è necessario consultare uno specialista.
Caratteristiche e sintomi del ginocchio valgo e varo
Il ginocchio valgo si caratterizza per un angolo anomalo tra femore e tibia, con le ginocchia che convergono verso l’interno. Quando una persona con ginocchio valgo sta in piedi con le ginocchia unite, le caviglie rimangono separate, creando la tipica forma a X degli arti inferiori.
Nel ginocchio varo, invece, l’angolo tra femore e tibia è opposto: le gambe formano un arco verso l’esterno, impedendo alle ginocchia di toccarsi quando la persona è in posizione eretta con i piedi uniti.
I sintomi associati a queste condizioni variano in base alla gravità della deformità:
Nei bambini piccoli, fino ai 2-3 anni, un certo grado di varismo è considerato normale, mentre tra i 3 e i 6 anni è fisiologico un lieve valgismo che tende a correggersi spontaneamente.
Cosa comporta avere il ginocchio valgo?
Avere il ginocchio valgo comporta conseguenze che vanno oltre l’aspetto estetico. Questa condizione modifica la distribuzione del carico sulle articolazioni degli arti inferiori, creando uno stress meccanico anomalo.
Le principali conseguenze includono:
- Sovraccarico articolare: il peso corporeo non viene distribuito uniformemente sull’articolazione del ginocchio, concentrandosi maggiormente sul compartimento esterno. Questo può accelerare l’usura della cartilagine e favorire lo sviluppo precoce di artrosi.
- Alterazioni posturali: per compensare il disallineamento delle ginocchia, l’intero assetto posturale può modificarsi, coinvolgendo anche anche, bacino e colonna vertebrale. Questo può causare dolore lombare e problemi posturali secondari.
- Problemi ai piedi: il ginocchio valgo spesso si associa a piede piatto valgo, con conseguente sovraccarico dell’arco plantare interno e possibile sviluppo di fascite plantare o altre patologie del piede.
- Limitazioni funzionali: nei casi più severi, la deformità può limitare la capacità di camminare per lunghe distanze, correre o praticare sport, influenzando la qualità della vita.
Come cammina chi ha il ginocchio valgo?
La deambulazione di chi presenta ginocchio valgo mostra caratteristiche peculiari facilmente riconoscibili. Durante la camminata, le ginocchia tendono a sfregare l’una contro l’altra o ad avvicinarsi molto, costringendo la persona ad adottare compensi motori.
Il pattern di marcia tipico include:
Questi adattamenti biomeccanici, se protratti nel tempo, possono causare affaticamento muscolare precoce, dolore e aumentare il rischio di cadute, specialmente nei bambini durante le attività ludiche o sportive.
Cause comuni del ginocchio valgo e varo
Le cause di queste deformità sono molteplici e possono essere classificate in congenite, acquisite e idiopatiche.
Cause congenite e genetiche:
- Predisposizione familiare
- Sindromi genetiche (sindrome di Down, displasie scheletriche)
- Malformazioni ossee congenite
Cause acquisite:
- Rachitismo e carenze nutrizionali (vitamina D, calcio)
- Traumi e fratture mal consolidate
- Infezioni ossee o articolari
- Obesità infantile o adulta
- Patologie neuromuscolari (paralisi cerebrale infantile)
- Artrite reumatoide giovanile
- Tumori ossei
Cause idiopatiche:
In molti casi, soprattutto nel ginocchio valgo dell’adolescenza, non si identifica una causa specifica e la condizione viene definita idiopatica.
L’obesità merita particolare attenzione: l’eccesso di peso durante la crescita può sovraccaricare le cartilagini di accrescimento, favorendo lo sviluppo o l’aggravamento del valgismo.
Diagnosi del ginocchio valgo e varo
La diagnosi inizia con un’accurata valutazione clinica da parte di un ortopedico o di un fisiatra specializzato in patologie dell’apparato locomotore.
Esame obiettivo:
Lo specialista valuta il paziente in posizione eretta, osservando l’allineamento degli arti inferiori. Vengono misurati:
- La distanza intermalleolare (tra le caviglie) nel ginocchio valgo
- La distanza intercondiloidea (tra le ginocchia) nel ginocchio varo
- L’angolo femoro-tibiale
Esami strumentali:
- Radiografia degli arti inferiori sotto carico: esame fondamentale che permette di misurare con precisione gli angoli articolari e valutare l’allineamento osseo
- TC o risonanza magnetica: riservate a casi complessi o quando si sospettano patologie associate
- Esami del sangue: per escludere cause metaboliche o carenziali
La diagnosi precoce è particolarmente importante nei bambini, poiché permette di intervenire durante la fase di crescita, quando le possibilità di correzione sono maggiori.
Come si cura il ginocchio valgo?
Il trattamento del ginocchio valgo dipende dall’età del paziente, dalla gravità della deformità e dalla presenza di sintomi. L’approccio può essere conservativo o chirurgico.
Trattamento conservativo:
Nei bambini con deformità lievi o moderate, l’osservazione periodica è spesso sufficiente, poiché molti casi si risolvono spontaneamente con la crescita. Gli interventi conservativi includono:
- Fisioterapia: esercizi specifici per rinforzare la muscolatura degli arti inferiori, migliorare la propriocezione e correggere eventuali compensi posturali
- Plantari ortopedici: dispositivi su misura che modificano l’appoggio del piede, riducendo il carico anomalo sul ginocchio
- Controllo del peso: fondamentale nei pazienti sovrappeso per ridurre lo stress articolare
- Tutori notturni: in casi selezionati, possono essere prescritti tutori da indossare durante il sonno
Trattamento chirurgico:
L’intervento chirurgico viene considerato quando:
- La deformità è severa e progressiva
- Sono presenti sintomi invalidanti
- Il trattamento conservativo non ha dato risultati
- Esiste rischio di danno articolare precoce
Le tecniche chirurgiche principali sono:
- Epifisiodesi temporanea: nei bambini in crescita, si rallenta temporaneamente la crescita del lato dell’osso che cresce troppo, permettendo all’altro lato di compensare
- Osteotomia correttiva: negli adulti o a fine crescita, si seziona l’osso e lo si riallinea nella posizione corretta, fissandolo con placche e viti
Come si raddrizza un ginocchio valgo?
Raddrizzare un ginocchio valgo richiede un approccio personalizzato basato su diversi fattori. Il percorso terapeutico ideale viene stabilito dallo specialista dopo un’attenta valutazione.
Nei bambini in età di crescita:
Il processo di correzione sfrutta il potenziale di rimodellamento osseo tipico dell’età pediatrica. Gli interventi includono:
- Programmi di esercizi mirati da eseguire quotidianamente
- Attività fisica appropriata che favorisca lo sviluppo muscolare equilibrato
- Controlli periodici per monitorare l’evoluzione
- Eventuale utilizzo di plantari correttivi
- Nei casi più severi, chirurgia mini-invasiva di guida della crescita
Negli adolescenti e adulti:
Quando la crescita ossea è completata, le opzioni di correzione sono diverse:
- Fisioterapia intensiva per ottimizzare la funzione muscolare e ridurre i sintomi
- Modifiche dello stile di vita e dell’attività fisica
- Utilizzo di ortesi per ridurre il dolore e migliorare la funzionalità
- Chirurgia correttiva nei casi che lo richiedono
Il successo del trattamento dipende dalla tempestività dell’intervento, dalla compliance del paziente e dalla gravità iniziale della deformità. Un approccio multidisciplinare che coinvolga ortopedico, fisiatra e fisioterapista garantisce i migliori risultati.
La correzione completa può richiedere mesi o anni, soprattutto nei trattamenti conservativi, ma con la giusta strategia terapeutica è possibile ottenere miglioramenti significativi sia dal punto di vista funzionale che estetico.