La frattura del polso, come riconoscerla e curarla
La frattura del polso rappresenta una delle lesioni ossee più comuni, soprattutto tra bambini, anziani e sportivi. Questa condizione si verifica quando una o più ossa che compongono l’articolazione del polso si rompono, generalmente a seguito di una caduta con la mano tesa o di un trauma diretto. Il radio distale, l’osso dell’avambraccio che si collega al polso, è la struttura più frequentemente coinvolta.
Riconoscere tempestivamente una frattura del polso e intervenire con il trattamento adeguato è fondamentale per garantire una corretta guarigione e prevenire complicazioni a lungo termine, come rigidità articolare, dolore cronico o deformità permanenti.
In questo articolo scoprirai quali sono le cause principali della frattura del polso, come identificarne i sintomi, cosa fare immediatamente dopo il trauma e quali percorsi terapeutici e riabilitativi seguire per un recupero completo.
Le cause principali della frattura del polso
La frattura del polso si verifica principalmente a seguito di traumi diretti o indiretti sull’articolazione. La causa più frequente è la caduta accidentale con la mano aperta e il braccio esteso, un meccanismo di difesa istintivo che porta a scaricare tutto il peso del corpo sul polso.
Tra le situazioni più comuni che possono provocare questa lesione troviamo:
L’età rappresenta un fattore di rischio significativo: i bambini sono più esposti per la loro vivacità e le attività ludiche, mentre gli anziani, soprattutto le donne in menopausa, sono più vulnerabili a causa della fragilità ossea.
Come si fa a capire se il polso è rotto?
Riconoscere una frattura del polso non è sempre immediato, soprattutto quando si tratta di lesioni meno evidenti. Tuttavia, esistono segni caratteristici che dovrebbero far sospettare questa condizione.
I sintomi più comuni includono:
- Dolore intenso e immediato nella zona del polso, che peggiora con il movimento o la pressione
- Gonfiore rapido dell’articolazione e dell’area circostante
- Deformità visibile: il polso può apparire storto o in posizione anomala
- Limitazione funzionale: impossibilità o grande difficoltà a muovere il polso e la mano
- Ematoma: comparsa di lividi estesi nella zona del trauma
- Sensazione di scricchiolio (crepitio) durante il movimento
- Intorpidimento o formicolio alle dita, che può indicare un coinvolgimento nervoso
In presenza di uno o più di questi sintomi dopo un trauma al polso, è fondamentale rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o a uno specialista ortopedico per una valutazione accurata.
Quali sono i sintomi di una microfrattura al polso?
Le microfratture, note anche come fratture incomplete o infrazioni ossee, presentano una sintomatologia più sfumata rispetto alle fratture complete, rendendo la diagnosi più complessa. Queste lesioni rientrano nella categoria delle fratture da stress.
I segnali tipici di una microfrattura includono:
- Dolore moderato ma persistente, che può aumentare gradualmente nei giorni successivi al trauma
- Gonfiore lieve che non sempre è immediatamente evidente
- Sensibilità alla palpazione in punti specifici del polso
- Dolore durante movimenti particolari, come la rotazione dell’avambraccio o la flessione del polso
- Assenza di deformità visibili
Anche se i sintomi possono sembrare meno allarmanti, le microfratture non vanno sottovalutate: senza un trattamento adeguato possono evolvere in fratture complete o causare problemi articolari cronici. Una radiografia è essenziale per confermare la diagnosi.
Cosa fare in caso di sospetta frattura del polso
L’intervento immediato dopo un trauma al polso può fare la differenza nel processo di guarigione. Ecco i passaggi da seguire:
- Immobilizzare il polso: evitare qualsiasi movimento dell’articolazione utilizzando una stecca improvvisata o un supporto rigido
- Applicare ghiaccio: posizionare impacchi freddi sulla zona per 15-20 minuti, proteggendo la pelle con un panno
- Sollevare l’arto: mantenere il braccio in posizione elevata rispetto al cuore per ridurre il gonfiore
- Non tentare di raddrizzare eventuali deformità visibili
- Recarsi al pronto soccorso o contattare un ortopedico per una valutazione urgente
La diagnosi definitiva viene effettuata attraverso radiografie che permettono di identificare il tipo di frattura, la sua posizione e l’eventuale scomposizione dei frammenti ossei.
Il trattamento della frattura del polso
Il trattamento dipende dalla tipologia e dalla gravità della frattura. Le opzioni terapeutiche principali sono:
Trattamento conservativo: indicato per fratture composte o minimamente scomposte, prevede l’immobilizzazione con apparecchio gessato o tutore rigido. Il gesso viene modellato per mantenere il polso nella posizione corretta durante la guarigione ossea.
Trattamento chirurgico: necessario quando la frattura è scomposta, instabile o coinvolge l’articolazione. L’intervento può prevedere:
- Riduzione chiusa e fissazione con fili metallici
- Osteosintesi con placche e viti
- Fissatori esterni nei casi più complessi
La scelta del trattamento viene personalizzata dall’ortopedico in base all’età del paziente, al tipo di frattura, alle condizioni generali di salute e alle esigenze funzionali.
Quanto va tenuto il gesso per una frattura al polso?
La durata dell’immobilizzazione con gesso varia in base alla gravità della frattura e alla velocità di guarigione individuale. Generalmente, il periodo di immobilizzazione si aggira tra le 4 e le 6 settimane.
Nei bambini, grazie alla maggiore capacità di rigenerazione ossea, il gesso può essere rimosso dopo 3-4 settimane. Negli adulti, soprattutto in presenza di fratture complesse o in pazienti anziani, può essere necessario mantenerlo fino a 6-8 settimane.
Durante questo periodo sono previsti controlli radiografici periodici per verificare il corretto processo di consolidamento osseo. Il medico valuterà quando è opportuno rimuovere il gesso e iniziare la fase riabilitativa.
Quanto tempo ci vuole per guarire da una frattura al polso?
Il tempo di guarigione completo da una frattura del polso varia significativamente in base a diversi fattori: tipo di frattura, età del paziente, trattamento effettuato e aderenza al programma riabilitativo.
In linea generale:
È importante sottolineare che la rimozione del gesso non coincide con la guarigione completa: il polso necessita di un periodo di riabilitazione per recuperare forza, mobilità e funzionalità.
Il percorso di recupero e riabilitazione
La fase riabilitativa è cruciale per il recupero ottimale dopo una frattura del polso. Una volta rimosso il gesso, il polso presenta tipicamente rigidità, debolezza muscolare e ridotta mobilità.
Il programma riabilitativo, guidato da un fisioterapista, prevede:
- Esercizi di mobilizzazione: movimenti graduali per recuperare l’ampiezza articolare
- Rinforzo muscolare: esercizi progressivi per ripristinare la forza di mano e avambraccio
- Terapia manuale: tecniche per ridurre aderenze e migliorare la funzionalità
- Terapie fisiche: ultrasuoni, laser o tecarterapia per accelerare il recupero
- Esercizi funzionali: attività specifiche per il ritorno alle normali attività quotidiane
La costanza negli esercizi domiciliari prescritti dal fisioterapista è fondamentale per ottimizzare i tempi di recupero e prevenire rigidità permanenti. La fisiochinesiterapia rappresenta un elemento chiave del processo di guarigione. Con un trattamento adeguato e una riabilitazione corretta, la maggior parte dei pazienti recupera completamente la funzionalità del polso.