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Dolore al polpaccio: cause, quando preoccuparsi e rimedi

Il dolore al polpaccio è un disturbo frequente che può manifestarsi con intensità variabile, da un lieve fastidio fino a un dolore acuto che limita i movimenti. Può colpire chiunque, dagli sportivi alle persone sedentarie, e presentarsi improvvisamente o svilupparsi gradualmente.

Dietro questo sintomo si nascondono condizioni molto diverse tra loro: da un semplice crampo muscolare a situazioni più serie come una lesione muscolare o, nei casi più gravi, una trombosi venosa profonda. Comprendere le caratteristiche del dolore e i segnali d’allarme è fondamentale per intervenire correttamente.

In questo articolo scoprirai le cause principali del dolore al polpaccio, come riconoscere i diversi tipi di problema e quando è necessario rivolgersi a un medico.

Cause principali del dolore al polpaccio

Il polpaccio è formato da due muscoli principali, il gastrocnemio e il soleo, che si inseriscono sul tendine d’Achille. Il dolore in questa zona può avere origini molto diverse.

Le cause muscolari sono le più comuni e includono:

  • Crampi muscolari: contrazioni involontarie e improvvise del muscolo, spesso dovute a disidratazione, carenza di sali minerali (soprattutto potassio e magnesio) o affaticamento dopo attività fisica intensa
  • Stiramenti e strappi: lesioni delle fibre muscolari causate da movimenti bruschi, sovraccarico o traumi diretti
  • Contratture: tensione muscolare persistente senza lesione delle fibre, tipica di chi pratica sport senza adeguato riscaldamento

Esistono però anche cause vascolari e neurologiche da non sottovalutare:

  • Trombosi venosa profonda: formazione di un coagulo nelle vene profonde della gamba, condizione potenzialmente pericolosa
  • Insufficienza venosa e vene varicose: rallentamento del ritorno venoso che provoca senso di pesantezza e dolore
  • Claudicatio intermittens: dolore durante la camminata dovuto a problemi circolatori arteriosi
  • Neuropatia: sofferenza dei nervi periferici, comune nei pazienti con diabete
  • Sciatalgia: compressione del nervo sciatico che può irradiarsi al polpaccio

Altre condizioni includono l’infiammazione del tendine d’Achille (tendinite achillea) e la sindrome compartimentale, un aumento di pressione nei compartimenti muscolari della gamba.

Quando preoccuparsi per un dolore al polpaccio?

Non tutti i dolori al polpaccio richiedono attenzione medica immediata, ma esistono segnali d’allarme che non vanno mai ignorati.

Rivolgiti urgentemente al pronto soccorso se il dolore si accompagna a:

  • Gonfiore improvviso e importante della gamba
  • Gamba pallida, fredda al tatto o con colorazione anomala
  • Rossore marcato e aumento della temperatura locale
  • Febbre alta
  • Difficoltà respiratorie o dolore toracico (potrebbero indicare un’embolia polmonare)

Questi sintomi possono essere segni di trombosi venosa profonda, una condizione che richiede trattamento immediato per evitare complicanze gravi come l’embolia polmonare.

Consulta il medico entro breve se:

  • Il dolore persiste per più di qualche giorno nonostante il riposo
  • Compare durante la camminata e si attenua con il riposo (possibile claudicatio)
  • Hai vene varicose particolarmente dolorose
  • Il polpaccio appare gonfio senza causa apparente
  • Hai fattori di rischio come diabete, problemi circolatori, terapie anticoagulanti o immobilità prolungata

Come capire se il dolore è muscolare o tendineo?

Distinguere un problema muscolare da uno tendineo non è sempre semplice, ma alcuni elementi possono orientare nella diagnosi.

CaratteristicaDolore muscolareDolore tendineo
LocalizzazioneCorpo del muscolo, parte centrale del polpaccioParte bassa del polpaccio, verso il tallone
PalpazioneDolore diffuso nell’area muscolareIntenso alla palpazione diretta del tendine d’Achille
Quando peggioraCon la contrazione attiva del muscoloCon movimenti di spinta (camminare in punta di piedi, salire scale)
Momento della giornataVariabilePiù intenso al mattino o dopo inattività
Sintomi associatiRigidità e tensione muscolareGonfiore localizzato, possibile crepitio
Risposta al trattamentoRisponde bene a riposo e ghiaccioRichiede programma specifico di esercizi

In caso di dubbio, un esame obiettivo da parte di un medico o fisioterapista e un’eventuale ecografia muscolo-tendinea permettono di identificare con precisione la struttura coinvolta e l’entità del danno.

Come capire se hai il polpaccio stirato?

Lo stiramento muscolare del polpaccio si manifesta con caratteristiche piuttosto specifiche che aiutano a riconoscerlo.

I sintomi tipici di uno stiramento includono:

  • Dolore improvviso e acuto durante uno sforzo o un movimento brusco
  • Sensazione di “strappo” o “scoppio” nel momento dell’infortunio
  • Impossibilità di continuare l’attività che si stava svolgendo
  • Dolore che aumenta con la contrazione muscolare o lo stretching passivo
  • Debolezza muscolare e difficoltà a camminare normalmente

Nei giorni successivi possono comparire:

  • Lividi (ecchimosi) nella zona interessata, visibili dopo 24-48 ore
  • Gonfiore localizzato
  • Rigidità muscolare
  • Difficoltà a sollevarsi sulla punta del piede del lato colpito

Gli stiramenti si classificano in tre gradi di gravità: lesioni lievi (grado 1) con microlacerazioni, lesioni moderate (grado 2) con rottura parziale delle fibre, e lesioni gravi (grado 3) con rottura completa del muscolo. Più grave è la lesione, più intensi sono il dolore e l’impotenza funzionale.

Cosa fare quando ti fa male il polpaccio

L’approccio terapeutico dipende dalla causa del dolore, ma alcune misure generali sono utili nella maggior parte dei casi.

Per crampi muscolari:

  • Allunga delicatamente il muscolo portando la punta del piede verso di te
  • Massaggia l’area contratta con movimenti circolari
  • Applica calore con una borsa dell’acqua calda o un impacco tiepido
  • Assicurati di idratarti adeguatamente e considera l’integrazione di magnesio e potassio

Per lesioni muscolari acute (stiramenti, strappi) applica il protocollo RICE nelle prime 48-72 ore:

  • Riposo: evita di sollecitare il muscolo lesionato
  • Ghiaccio: applica impacchi freddi per 15-20 minuti ogni 2-3 ore
  • Compressione: utilizza una benda elastica per contenere il gonfiore
  • Elevazione: mantieni la gamba sollevata per favorire il drenaggio

Dopo la fase acuta, la fisioterapia gioca un ruolo fondamentale nel recupero attraverso terapia manuale, esercizi di rinforzo progressivo e tecniche come la tecarterapia per accelerare la guarigione.

Per problemi cronici o tendinei può essere necessario un programma di esercizi specifici di allungamento e rinforzo eccentrico, eventualmente associato a terapie fisiche e, se prescritti dal medico, farmaci antinfiammatori.

Non sottovalutare mai un dolore persistente o accompagnato da segnali d’allarme: una diagnosi precoce permette di intervenire tempestivamente ed evitare complicanze.