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Dolore alla mandibola: cause, sintomi e rimedi efficaci

Il dolore alla mandibola è un disturbo che può presentarsi con intensità variabile e coinvolgere l’osso mandibolare, i muscoli masticatori, i tessuti circostanti e soprattutto l’articolazione temporomandibolare (ATM). Questa articolazione funziona come una cerniera che collega la mandibola alle ossa temporali del cranio e rappresenta uno dei punti più sollecitati del corpo, coinvolta in ogni movimento di apertura e chiusura della bocca.

Comprendere l’origine del dolore è fondamentale per individuare il trattamento appropriato. Le cause possono essere molteplici: problemi articolari, patologie dentali, disturbi neurologici o anche condizioni infiammatorie sistemiche. In questo articolo approfondiamo le cause principali, i sintomi associati e i rimedi disponibili per gestire efficacemente questo disturbo.

Anatomia mandibola santagostino genova

Cause principali del dolore alla mandibola

La causa più frequente è rappresentata dai disturbi dell’articolazione temporomandibolare (DTM), che includono problemi di disallineamento, usura articolare o infiammazione dei tessuti. Il bruxismo, ovvero il digrignamento involontario dei denti soprattutto durante il sonno, sottopone l’ATM a uno stress eccessivo provocando dolore cronico.

Le patologie dentali costituiscono un’altra categoria importante. Carie profonde, ascessi, pulpiti, gengivite e parodontite possono irradiare dolore alla mandibola. Anche un’occlusione dentale scorretta o interventi odontoiatrici recenti possono scatenare sintomatologia dolorosa.

Tra le cause infiammatorie e traumatiche troviamo artrite e artrosi dell’ATM, fratture mandibolari, otiti, sinusiti e parotiti. Anche patologie delle ghiandole salivari, come calcoli o tumori, possono manifestarsi con dolore mandibolare.

Meno comuni ma potenzialmente gravi sono le cause neurologiche, come nevralgie del trigemino o del nervo mandibolare, che producono dolore intenso e lancinante. In alcuni casi, il dolore mandibolare può rappresentare un sintomo atipico di infarto miocardico, specialmente nelle donne.

Sintomi associati al dolore mandibolare

Il dolore alla mandibola raramente si presenta isolato. I sintomi più comuni includono difficoltà ad aprire completamente la bocca, rumori articolari come click o scrosci durante la masticazione, sensazione di mandibola bloccata o che scatta.

Spesso si accompagnano sintomi muscolari: tensione o indolenzimento dei muscoli masticatori, dolore che si irradia verso orecchio, tempia, collo o spalle. Nei casi di bruxismo possono essere presenti mal di testa mattutino e usura dei denti.

Quando la causa è dentale, possono comparire sensibilità al caldo o al freddo, gonfiore gengivale, alitosi e mobilità dentale. Se l’origine è infiammatoria o infettiva, febbre, gonfiore del viso e linfonodi ingrossati possono accompagnare il dolore.

Quando fa male la mandibola vicino all’orecchio?

Il dolore mandibolare localizzato vicino all’orecchio suggerisce tipicamente un coinvolgimento dell’articolazione temporomandibolare. L’ATM si trova proprio davanti al condotto uditivo, quindi qualsiasi sua disfunzione può generare dolore percepito all’orecchio o nelle sue immediate vicinanze.

Questa localizzazione è comune nei disturbi temporomandibolari, nelle otiti che si irradiano all’articolazione, nelle infiammazioni della parotide (la ghiandola salivare situata davanti all’orecchio) e nelle nevralgie. Il dolore può essere accentuato dalla masticazione, dall’apertura della bocca o dalla palpazione della zona preauricolare.

Quando il dolore alla mandibola deve preoccupare?

Alcuni segnali richiedono attenzione medica immediata. Il dolore alla mandibola deve preoccupare quando si accompagna a sintomi cardiaci come dolore toracico, difficoltà respiratoria, sudorazione fredda o nausea, poiché potrebbe indicare un infarto in corso.

È necessario consultare urgentemente un medico anche in caso di dolore intenso e improvviso dopo un trauma facciale, gonfiore severo che ostacola la respirazione o la deglutizione, febbre alta persistente o impossibilità ad aprire la bocca.

Richiede invece valutazione specialistica non urgente il dolore che persiste per oltre una settimana nonostante i rimedi casalinghi, che peggiora progressivamente, che limita l’alimentazione o che si associa a sintomi neurologici come formicolio o perdita di sensibilità.

Cosa fare se ti fa male la mandibola?

Come primo approccio, il riposo dell’articolazione è fondamentale: evitare cibi duri o gommosi, limitare movimenti ampi della bocca come sbadigliare eccessivamente e masticare lentamente su entrambi i lati.

L’applicazione di impacchi può alleviare il dolore: impacchi freddi nelle prime 24-48 ore se c’è gonfiore, poi impacchi caldi per rilassare la muscolatura contratta. Alternare caldo e freddo può risultare efficace nei casi cronici.

Farmaci antinfiammatori non steroidei da banco possono ridurre dolore e infiammazione. Massaggi delicati dei muscoli masticatori con movimento circolare aiutano a sciogliere le tensioni muscolari.

Per chi soffre di bruxismo, l’utilizzo di un bite notturno su misura protegge i denti e riduce lo stress sull’ATM. Tecniche di rilassamento e gestione dello stress possono ridurre il serramento involontario della mandibola.

Come sfiammare il nervo mandibolare?

Quando il dolore deriva da un’infiammazione del nervo mandibolare, il trattamento richiede un approccio mirato. Gli antinfiammatori non steroidei rappresentano la prima linea terapeutica per ridurre l’infiammazione nervosa.

Nei casi di nevralgia conclamata possono essere necessari farmaci specifici come anticonvulsivanti o antidepressivi triciclici, sempre sotto prescrizione medica. Infiltrazioni locali con corticosteroidi o anestetici possono fornire sollievo in situazioni acute.

La fisioterapia specializzata con tecniche di mobilizzazione articolare, terapia manuale e ultrasuoni può ridurre la compressione nervosa. L’agopuntura e la terapia laser a basso livello hanno mostrato efficacia in alcuni pazienti con dolore neuropatico.

Rimedi e trattamenti specifici

Il trattamento definitivo dipende dalla causa. Per i disturbi dell’ATM, oltre al bite, possono essere utili esercizi di stretching mandibolare guidati da un fisioterapista specializzato in disfunzioni temporomandibolari.

Le patologie dentali richiedono intervento odontoiatrico: cura delle carie, devitalizzazioni, estrazioni o trattamenti parodontali. Problemi di occlusione possono necessitare correzioni ortodontiche.

Nei casi di artrite o artrosi dell’ATM, oltre ai farmaci, possono essere indicate infiltrazioni di acido ialuronico o, nei casi severi, interventi chirurgici artroscopici. Le infezioni richiedono terapia antibiotica mirata.

Quando consultare un medico o dentista

La valutazione professionale diventa necessaria quando il dolore persiste oltre 7-10 giorni nonostante i rimedi casalinghi, quando interferisce con l’alimentazione o il sonno, o quando si associa a febbre, gonfiore importante o limitazione severa dei movimenti.

Il dentista è il primo riferimento per dolori associati a problemi dentali evidenti. Lo gnatologo, specialista dell’apparato masticatorio, è indicato per i disturbi dell’ATM. L’otorinolaringoiatra interviene quando si sospettano problemi auricolari, sinusali o delle ghiandole salivari.

In caso di trauma recente o sospetta frattura, il pronto soccorso è la destinazione appropriata. Per dolori accompagnati da sintomi sistemici preoccupanti, il medico di medicina generale coordinerà gli accertamenti e gli invii specialistici necessari.