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Dolore al gomito: cause, sintomi e come trattarlo efficacemente

Il dolore al gomito rappresenta un disturbo frequente che può compromettere le attività quotidiane più semplici, dal sollevare un bicchiere all’aprire una porta. Questa articolazione complessa, punto di incontro tra omero, radio e ulna, è sottoposta a sollecitazioni continue che possono generare problematiche di varia natura.

Comprendere l’origine del dolore è fondamentale per orientarsi verso il trattamento più efficace. Le manifestazioni dolorose possono derivare da infiammazioni tendinee, compressioni nervose, processi degenerativi articolari o traumi diretti, ciascuna con caratteristiche specifiche.

Quando fa male il gomito: le cause principali

Il dolore al gomito riconosce diverse origini, spesso legate al tipo di attività svolta e alla zona interessata.

PatologiaCaratteristiche principali
Epicondilite lateraleColpisce i tendini estensori sull’epicondilo laterale; interessa chi usa intensamente mouse e tastiera o esegue movimenti ripetitivi di estensione del polso
EpitrocleiteCoinvolge i tendini flessori sulla parte interna; si manifesta con movimenti ripetuti di flessione e pronazione dell’avambraccio
Compressione del nervo ulnareIl nervo passa in un canale stretto sul lato interno; la compressione prolungata causa dolore irradiato verso anulare e mignolo
Artrosi del gomitoProcesso degenerativo della cartilagine; genera dolore profondo, rigidità e limitazione nei movimenti; colpisce prevalentemente dopo i 50 anni
Borsite olecranicaInfiammazione della borsa sierosa sulla punta del gomito; provoca gonfiore visibile e dolore localizzato
Lesioni traumaticheDistorsioni, lussazioni e fratture; causano dolore intenso, limitazione funzionale immediata e gonfiore rapido

Sintomi associati al dolore al gomito

Il dolore al gomito si presenta con caratteristiche variabili secondo la patologia sottostante.

PatologiaSintomi caratteristici
EpicondiliteDolore sulla parte esterna, intensificato durante estensione del polso contro resistenza o nella presa di oggetti; irradiazione lungo l’avambraccio
EpitrocleiteDolore sulla faccia interna, accentuato da flessione del polso e pronazione; difficoltà a stringere la mano o girare una chiave
Compressione nervo ulnareFormicolii e intorpidimento delle ultime due dita, evidenti di notte o con gomito flesso a lungo; sensibilità aumentata nella zona interna
ArtrosiRigidità mattutina, scricchiolii articolari, difficoltà nel raggiungere completa estensione o flessione; peggiora con uso prolungato
BorsiteTumefazione evidente sulla punta del gomito, calore locale, dolore alla pressione diretta; movimento articolare conservato nelle fasi iniziali
Anatomia gomito

Come capire se si tratta di epicondilite

Riconoscere la gomito del tennista epicondilite richiede attenzione ad alcuni elementi caratteristici. Il dolore si concentra sull’epicondilo laterale, circa 2-3 centimetri sotto la sporgenza ossea esterna del gomito.

Test diagnostici semplici possono orientare: stringere un oggetto o estendere il polso contro resistenza evoca dolore nella zona interessata. Anche ruotare una chiave nella serratura o aprire un barattolo genera fastidio significativo.

Il dolore tende ad aumentare progressivamente con l’uso ripetitivo, mentre nelle fasi iniziali può scomparire a riposo. Nei casi avanzati, persiste anche durante le attività quotidiane leggere.

La palpazione dell’epicondilo laterale risulta dolorosa, e la pressione diretta riproduce il sintomo riferito dal paziente. L’assenza di formicolii o alterazioni sensitive distingue l’epicondilite dalle problematiche nervose.

Quando consultare uno specialista

La valutazione medica diventa necessaria quando il dolore persiste oltre due settimane nonostante il riposo e le misure conservative domiciliari.

Segnali d’allarme richiedono consulto immediato:

  • Deformità visibile dell’articolazione dopo trauma
  • Incapacità di muovere il gomito o sostenere oggetti leggeri
  • Gonfiore importante e rapido
  • Formicolii persistenti alle dita
  • Dolore notturno intenso che impedisce il sonno
  • Febbre associata a gonfiore locale

Lo specialista ortopedico o fisiatra valuterà la necessità di esami strumentali. Radiografie evidenziano alterazioni ossee o artrosiche, mentre ecografia e risonanza magnetica definiscono lo stato di tendini, legamenti e strutture nervose.

La diagnosi precoce consente interventi terapeutici mirati, prevenendo cronicizzazione e limitazioni funzionali permanenti.

Come eliminare il dolore al gomito: trattamenti comuni

L’approccio terapeutico varia secondo la causa identificata, privilegiando inizialmente strategie conservative.

TrattamentoModalità e indicazioni
Riposo funzionaleRidurre le attività scatenanti senza immobilizzazione completa; modificare gesti lavorativi o sportivi che sollecitano eccessivamente l’articolazione
CrioterapiaApplicare ghiaccio per 15-20 minuti, 3-4 volte al giorno nelle fasi acute; riduce infiammazione e dolore
Farmaci antinfiammatoriFANS topici o sistemici per controllare dolore e infiammazione nelle fasi acute; sempre sotto controllo medico
FisioterapiaEsercizi specifici di rinforzo eccentrico, tecniche manuali e strumentali (ultrasuoni, laser, onde d’urto)
Tutori e bendaggiSupporti specifici che riducono lo stress sui tendini durante le attività, distribuendo le forze su aree più ampie

Come sfiammare i nervi del gomito

La gestione della compressione nervosa richiede approccio mirato. Evitare posizioni che mantengono il gomito flesso prolungamente, specialmente durante il sonno. Utilizzare cuscini che mantengano il braccio esteso può prevenire la sintomatologia notturna.

Modifiche ergonomiche della postazione lavorativa riducono la pressione sul nervo ulnare: evitare di appoggiare il gomito su superfici dure, utilizzare poggiabraccia adeguati.

Esercizi di scivolamento nervoso, eseguiti sotto guida fisioterapica, favoriscono la mobilità del nervo nel suo canale. Movimenti delicati di flesso-estensione del gomito associati a mobilizzazione del polso migliorano il trofismo nervoso.

Nei casi refrattari, infiltrazioni di corticosteroidi o interventi chirurgici di decompressione rappresentano opzioni terapeutiche avanzate, valutate dallo specialista in base alla gravità e alla durata dei sintomi.

La gestione tempestiva e appropriata del dolore al gomito consente il recupero funzionale completo nella maggioranza dei casi, ripristinando la qualità di vita e le capacità lavorative del paziente.