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Blocco intestinale: cosa può causarlo

Il blocco intestinale, noto anche come occlusione intestinale o ileo, è una condizione medica grave che richiede attenzione immediata. Questa emergenza addominale si verifica quando il normale transito del contenuto intestinale viene impedito, causando sintomi severi e potenziali complicazioni pericolose. Riconoscere tempestivamente i segni di un blocco intestinale e comprendere quando cercare assistenza medica urgente può essere vitale per evitare conseguenze gravi.

Cos’è il blocco intestinale

Il blocco intestinale è un’interruzione parziale o completa del normale flusso del contenuto intestinale attraverso l’intestino tenue o crasso. Questa condizione impedisce il passaggio di cibo digerito, liquidi e gas, causando un accumulo a monte dell’ostruzione che porta ai sintomi caratteristici.

L’occlusione intestinale può essere classificata in base a diversi criteri: la localizzazione (intestino tenue o crasso), il grado di ostruzione (parziale o completa) e il meccanismo fisiopatologico (meccanica o funzionale). Questa condizione rappresenta una delle principali cause di ricovero ospedaliero per problemi addominali acuti e richiede spesso un intervento chirurgico d’urgenza.

Il blocco intestinale può colpire persone di tutte le età, ma è più comune negli adulti, specialmente in coloro che hanno subito precedenti interventi chirurgici addominali. La prognosi dipende dalla causa sottostante, dalla tempestività della diagnosi e del trattamento, e dalle condizioni generali del paziente.

Cause del blocco intestinale

Le cause del blocco intestinale sono numerose e possono essere classificate in due categorie principali.

Occlusione meccanica

È la forma più comune e si verifica quando c’è un ostacolo fisico al passaggio del contenuto intestinale.

Aderenze intestinali:

  • tessuto cicatriziale che si forma dopo interventi chirurgici addominali
  • causa più frequente di occlusione dell’intestino tenue
  • possono svilupparsi mesi o anni dopo l’intervento originario
  • responsabili di circa il 60-70% dei casi

Ernie strozzate:

  • ernie inguinali, femorali, ombelicali o incisionali
  • intrappolamento di un’ansa intestinale nel sacco erniario
  • interruzione dell’afflusso sanguigno con rischio di necrosi
  • più comune negli anziani

Tumori intestinali:

  • cancro del colon-retto che occlude il lume intestinale
  • tumori benigni come polipi voluminosi
  • masse tumorali esterne che comprimono l’intestino
  • metastasi da altri organi

Volvolo:

  • torsione dell’intestino su se stesso
  • più frequente nel sigma e nel cieco
  • causa interruzione del flusso sanguigno
  • può causare necrosi intestinale rapidamente

Invaginazione intestinale:

  • telescoping di un segmento di intestino in quello adiacente
  • più comune nei bambini piccoli
  • negli adulti spesso associata a tumori

Corpi estranei:

  • deglutizione accidentale di oggetti non digeribili
  • bezoari (accumulo di materiale non digerito)
  • calcoli biliari voluminosi (ileo biliare)

Occlusione funzionale (ileo paralitico)

Si verifica quando la normale motilità intestinale è compromessa senza un’ostruzione fisica.

Cause post-chirurgiche:

  • normale conseguenza temporanea di interventi addominali
  • anestesia generale che rallenta la motilità
  • manipolazione intestinale durante l’intervento

Disturbi elettrolitici:

  • ipokaliemia (bassi livelli di potassio)
  • iponatremia
  • ipomagnesiemia
  • disturbi dell’equilibrio acido-base

Farmaci:

  • oppioidi e analgesici narcotici
  • anticolinergici
  • alcuni antidepressivi
  • miorilassanti

Condizioni sistemiche:

  • diabete mellito con neuropatia
  • ipotiroidismo severo
  • morbo di Parkinson
  • sclerodermia

Sintomi del blocco intestinale

I sintomi del blocco intestinale variano in base alla localizzazione, al grado di ostruzione e alla durata.

Sintomi gastrointestinali principali

Dolore addominale:

  • dolore crampiforme intermittente
  • intensità crescente con il progredire dell’ostruzione
  • localizzazione variabile (periombelicale per l’intestino tenue, ipogastrica per il colon)
  • alternanza di dolore intenso e periodi di relativo sollievo

Vomito:

  • inizialmente alimentare, poi biliare
  • diventa fecaloide nell’occlusione prolungata dell’intestino tenue
  • frequenza e intensità aumentano con il progredire dell’ostruzione
  • può causare rapidamente disidratazione

Gonfiore addominale:

  • gonfiore progressivo dell’addome
  • più marcata nell’occlusione del colon
  • sensazione di pienezza e tensione
  • asimmetria addominale possibile

Alterazioni dell’alvo:

  • stitichezza ostinata (mancanza di evacuazione di feci e gas)
  • nelle occlusioni parziali possibile alternanza di stipsi e diarrea
  • assenza di emissione di gas (meteorismo bloccato)
  • nelle fasi iniziali possibile evacuazione del contenuto presente distalmente all’ostruzione

Sintomi sistemici

Disidratazione:

  • secchezza delle mucose
  • riduzione della diuresi
  • ipotensione ortostatica
  • alterazioni elettrolitiche

Febbre:

  • generalmente assente nelle prime fasi
  • comparsa suggestiva di complicazioni (perforazione, necrosi)
  • segno di possibile sepsi

Malessere generale:

  • debolezza e prostrazione
  • ansia e agitazione
  • tachicardia
  • pallore cutaneo

Diagnosi del blocco intestinale

La diagnosi di blocco intestinale richiede una valutazione clinica accurata supportata da esami strumentali.

Valutazione clinica

Anamnesi:

  • storia di precedenti interventi chirurgici
  • presenza di ernie note
  • sintomi gastrointestinali recenti
  • farmaci assunti
  • patologie associate

Esame obiettivo:

  • ispezione dell’addome per distensione e cicatrici
  • auscultazione per rumori intestinali (aumentati, metallici o assenti)
  • palpazione per masse, dolorabilità e segni di irritazione peritoneale
  • esplorazione rettale per escludere masse o fecalomi

Esami di laboratorio

Emocromo:

  • possibile leucocitosi in caso di complicazioni
  • emoconcentrazione per disidratazione
  • anemia in caso di sanguinamento cronico

Chimica clinica:

  • squilibri elettrolitici (ipokaliemia, iponatremia)
  • aumento della creatinina per disidratazione
  • markers infiammatori (PCR, procalcitonina)

Emogasanalisi:

  • valutazione dell’equilibrio acido-base
  • possibile alcalosi metabolica per vomito prolungato

Esami strumentali

Radiografia addominale:

  • primo esame da eseguire
  • evidenzia livelli idroaerei intestinali
  • distensione delle anse intestinali
  • assenza di gas nel retto-sigma

TC addominale con contrasto:

  • gold standard per la diagnosi
  • identifica la sede e la causa dell’ostruzione
  • valuta la vitalità delle anse intestinali
  • pianificazione dell’eventuale intervento chirurgico

Ecografia addominale:

  • utile per identificare anse dilatate
  • valutazione della peristalsi
  • ricerca di liquido libero addominale
  • esame operatore-dipendente

Trattamento del blocco intestinale

Il trattamento del blocco intestinale varia in base alla causa, alla gravità e alle condizioni del paziente.

Trattamento conservativo

Decompressione gastrica:

  • posizionamento di sondino naso-gastrico
  • aspirazione continua del contenuto gastrico
  • riduzione del vomito e della distensione
  • monitoraggio del volume aspirato

Reidratazione e correzione elettrolitica:

  • infusione endovenosa di liquidi isotoniche
  • correzione degli squilibri elettrolitici
  • monitoraggio della diuresi
  • bilancio idrico accurato

Supporto nutrizionale:

  • sospensione dell’alimentazione orale
  • nutrizione parenterale se necessaria
  • integrazione vitaminica
  • controllo della glicemia

Trattamento farmacologico

Analgesici:

  • controllo del dolore senza mascherare i sintomi
  • evitare oppioidi che riducono la motilità
  • preferire farmaci con minimo impatto gastroenterico

Antimicrobici:

  • profilassi antibiotica in caso di intervento chirurgico
  • trattamento delle complicazioni infettive
  • copertura per germi gram-negativi e anaerobi

Farmaci procinetici:

  • utilizati con cautela nell’ileo funzionale
  • controindicati nell’occlusione meccanica completa
  • neostigmina per l’ileo del colon in casi selezionati

Trattamento chirurgico

Indicazioni all’intervento:

  • occlusione meccanica completa
  • segni di sofferenza vascolare intestinale
  • mancata risoluzione con terapia conservativa
  • peritonite o perforazione
  • deterioramento delle condizioni cliniche

Tipi di intervento:

  • lisi delle aderenze (aderenziolisi)
  • riparazione di ernie strozzate
  • resezione di segmenti intestinali necrotici
  • bypass dell’ostruzione
  • colostomia o ileostomia temporanea

Approcci chirurgici:

  • laparotomia tradizionale per casi complessi
  • laparoscopia quando tecnicamente fattibile
  • chirurgia d’urgenza vs programmata quando possibile

Cosa fare in caso di sospetto blocco intestinale

Il blocco intestinale è un’emergenza medica che richiede intervento immediato.

SINTOMO GRAVITÀ AZIONE RICHIESTA
Dolore addominale severo + vomito ripetuto Emergenza Chiamare 118 immediatamente
Impossibilità di evacuare feci e gas Urgente Recarsi in Pronto Soccorso
Distensione addominale + febbre Urgente Valutazione medica immediata
Dolore crampiforme intermittente Preoccupante Consultare medico entro ore

Riconoscimento dei sintomi di allarme

Sintomi che richiedono attenzione medica urgente:

  • dolore addominale severo e persistente
  • vomito ripetuto che non si arresta
  • incapacità di evacuare feci e gas
  • distensione addominale progressiva
  • febbre associata ai sintomi intestinali

Azioni immediate

Cosa fare:

  • contattare immediatamente il servizio di emergenza
  • non assumere cibo o liquidi per bocca
  • non utilizzare lassativi o clisteri
  • assumere una posizione comoda
  • monitorare i sintomi e riferirli al personale medico

Cosa non fare:

  • evitare automedicazione con antidolorifici potenti
  • non tentare di provocare il vomito
  • non assumere farmaci per la motilità intestinale
  • evitare rimedi casalinghi o “purghe”

Informazioni da fornire al medico

  • durata e caratteristiche dei sintomi
  • storia di precedenti interventi chirurgici
  • presenza di ernie note
  • farmaci assunti recentemente
  • ultima evacuazione normale

Complicazioni del blocco intestinale

Il blocco intestinale può portare a complicazioni gravi se non trattato tempestivamente.

Complicazioni immediate

Disidratazione e squilibri elettrolitici:

  • perdita massiva di liquidi attraverso vomito
  • sequestro di liquidi nel lume intestinale dilatato
  • insufficienza renale acuta
  • shock ipovolemico

Perforazione intestinale:

  • rottura della parete intestinale per pressione eccessiva
  • peritonite generalizzata
  • shock settico
  • mortalità elevata se non trattata

Complicazioni a lungo termine

Sindrome dell’intestino corto:

  • dopo resezioni intestinali estese
  • malassorbimento cronico
  • necessità di supporto nutrizionale prolungato

Aderenze ricorrenti:

  • formazione di nuove aderenze dopo l’intervento
  • rischio di occlusioni future
  • possibile necessità di interventi ripetuti

Prevenzione del blocco intestinale

La prevenzione si concentra sulla riduzione dei fattori di rischio modificabili.

Prevenzione primaria

  • diagnosi e trattamento precoce delle ernie
  • gestione ottimale della stitichezza cronica
  • alimentazione ricca di fibre e adeguata idratazione
  • attività fisica regolare per mantenere la motilità intestinale

Prevenzione secondaria

  • follow-up regolare dopo interventi chirurgici addominali
  • riconoscimento precoce dei sintomi di occlusione
  • gestione appropriata delle patologie predisponenti
  • educazione del paziente sui segnali di allarme

Misure specifiche post-chirurgiche

  • mobilizzazione precoce dopo l’intervento
  • ripresa graduale dell’alimentazione
  • prevenzione delle complicanze infettive
  • tecniche chirurgiche che riducono la formazione di aderenze

Il blocco intestinale rimane una condizione medica seria che richiede un approccio multidisciplinare rapido ed efficace. La collaborazione tra chirurghi, gastroenterologi, radiologi e personale infermieristico specializzato è essenziale per garantire la migliore cura possibile e ridurre il rischio di complicazioni. L’educazione dei pazienti, specialmente di quelli a rischio, rappresenta un elemento fondamentale per il riconoscimento precoce e la gestione tempestiva di questa emergenza addominale.