Presso l’ambulatorio di endoscopia digestiva del Santagostino Genova è possibile effettuare esami diagnostici e terapeutici per lo studio dell’apparato digerente, in sedazione cosciente o profonda, con un’équipe specializzata e un percorso di preparazione dedicato.
Cos’è l’endoscopia digestiva?
L’endoscopia digestiva è una tecnica diagnostica e terapeutica che permette di studiare diversi organi dell’apparato digerente dall’interno, così da individuare la presenza di lesioni, alterazioni o patologie di qualsiasi tipo. Allo stesso tempo, l’esame endoscopico viene eseguito per effettuare la biopsia, ovvero il prelievo di campioni di tessuto da analizzare al microscopio. In alcuni casi, l’endoscopia può essere utilizzata anche per eseguire interventi chirurgici mirati, come la rimozione di polipi.
Quanti tipi di endoscopia esistono?
Esistono diversi tipi di esame endoscopico, ognuno specifico per una diversa area dell’apparato digerente.
- Gastroscopia (o endoscopia digestiva superiore): consente di esaminare esofago, stomaco e duodeno, ovvero la prima parte dell’intestino tenue. Viene solitamente utilizzata per diagnosticare ulcere, gastriti, reflusso gastroesofageo e altre patologie dell’apparato digerente superiore
- Colonscopia: è utilizzata per esaminare l’interno del colon e del retto. È particolarmente utile per la rilevazione di polipi e per la diagnosi del cancro del colon-retto
- Rettosigmoidoscopia: permette di esaminare l’interno del retto e del sigma, l’ultima parte del colon. Viene utilizzata per la diagnosi di condizioni che riguardano queste specifiche aree intestinali.
Il colloquio preliminare di preparazione
Dopo aver prenotato l’esame, è obbligatorio effettuare un consulto preliminare con l’équipe infermieristica del servizio di endoscopia digestiva, che può svolgersi in sede oppure online tramite videoconsulto. Il colloquio ha lo scopo di raccogliere l’anamnesi del paziente, verificare la compatibilità di eventuali terapie farmacologiche in corso e rispondere a tutti i dubbi sulla preparazione all’esame.
Questo momento è fondamentale per arrivare preparati, soprattutto per pazienti con una storia clinica di interventi chirurgici pregressi, terapie in corso o con età avanzata. Per i pazienti giovani e in buona salute è possibile effettuare il consulto preliminare comodamente online.
Il consulto deve essere prenotato con almeno 3 giorni di anticipo rispetto all’appuntamento per l’esame.
Come si svolge l’esame endoscopico?
Dopo il colloquio preliminare, la preparazione all’esame prevede un digiuno di circa 8 ore e la sedazione cosciente o profonda, concordata direttamente con l’anestesista presente in sala in base alla complessità dell’esame e alle condizioni cliniche del paziente.
Durante la procedura, l’endoscopio viene inserito attraverso una delle aperture naturali del corpo — bocca o ano — oppure tramite una piccola incisione addominale. Le immagini vengono trasmesse in tempo reale su un monitor, permettendo al medico endoscopista di osservare con precisione le strutture interne. Se necessario, possono essere prelevati campioni di tessuto o eseguiti interventi come la rimozione di polipi.
Al termine dell’esame, il paziente viene monitorato fino al completo recupero dalla sedazione e deve essere accompagnato a casa da un familiare o accompagnatore.
Quando è necessario fare un esame endoscopico?
In base alla valutazione del professionista, l’esame endoscopico viene indicato in presenza di diverse condizioni.
- Dolori addominali inspiegabili o persistenti: per identificare la causa del dolore, come ulcere, infiammazioni o ostruzioni
- Disfagia (difficoltà a deglutire): per controllare anomalie nell’esofago, come restringimenti o esofagite
- Sanguinamento gastrico o intestinale: per localizzare la fonte del sanguinamento e, se necessario, intervenire direttamente
- Cambiamenti nelle abitudini intestinali: come diarrea cronica o stitichezza, che possono indicare infiammazioni, infezioni o malattie infiammatorie croniche dell’intestino
- Presenza di polipi o tumori: l’esame può rilevare la presenza di polipi benigni o pre-cancerosi, o tumori nello stomaco, nell’intestino tenue o nel colon-retto.
Nei pazienti con diagnosi pregressa di malattie gastroenterologiche, l’endoscopia può essere utilizzata anche per monitorare l’andamento della malattia o valutare l’efficacia del trattamento in corso.